Come abbassare le tasse

Lo spiega Pippo Civati in un capitolo del suo nuovo libro con le 10 cose buone per l'Italia che la sinistra deve fare subito

di Pippo Civati

È uscito in ebook 10 cose buone per l’Italia che la sinistra deve fare subito, il nuovo libro di Pippo Civati (con una prefazione di Paolo Virzì). Il libro uscirà in libreria il primo giugno. Vi proponiamo il capitolo «Il credito pubblico per abbassare le tasse».

Pippo Civati è consigliere regionale in Lombardia per il Partito Democratico, membro della direzione nazionale del Partito Democratico (e blogger del Post). È autore anche, tra gli altri, di Regione straniera. Viaggio nell’ordinario razzismo padano e Il manifesto del partito dei giovani. Dal 2004 scrive sul blog Ciwati.

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Luigini e contadini

Come scrive Gabrio Casati riprendendo Carlo Levi, si tratta di distinguere tra “luigini” e “contadini”, chi lavora per creare ricchezza e chi questa ricchezza deve saperla amministrare meglio, anziché mettersela in tasca e approfittarsene, o dilapidarla, o entrambe le cose. Per Gabrio Casati questa è la matrice della “Questione Settentrionale”, che non è questione geografica, ma eminentemente politica.
La citazione è da L’orologio, un romanzo del 1950. Stefano Catone, che cura il blog OntheNord, la interpreta così: “Chiedetevi e cercate di immaginare chi può essere, oggi, il contadino e chi il luigino. La risposta è semplice, ma allo stesso tempo molto complessa.

Nella sostanza il contadino sarà il creatore di ricchezza, quindi l’operaio, il piccolo imprenditore che paga le (tante) tasse e compete sui mercati internazionali, il professionista onesto, l’impiegato statale devoto al suo lavoro, il piccolo risparmiatore, il giovane studente-lavoratore. E il luigino? Il luigino sarà colui che trae degli extrarendimenti rispetto al proprio lavoro, perché garantito dallo status quo e dal suo posizionamento, sarà colui che, sfruttando un brutto mercato del lavoro, comprimerà i salari, spremendo l’operaio-contadino, sarà colui che elude il fisco attraverso meccanismi di ingegneria tributaria” [Gabrio Casati, Luigini e contadini. Il lato oscuro della Questione settentrionale, Milano, Guerini e Associati, 2011, ripreso da Stefano Catone, qui].

I contadini sono i lavoratori e gli imprenditori che vivono del loro lavoro e che rischiano sulla propria pelle. Senza protezioni di sorta. Quando dico che mi piace l’uguaglianza, per me il concetto si traduce anche in concorrenza leale, perché la lealtà è un concetto da recuperare prima di tutti gli altri. Mi piace l’individuo, e mi piace la sua affermazione, quando però le condizioni materiali di partenza consentono all’individuo di esercitare la propria libertà.

E il finale non è già scritto. Perché altrimenti ci prendiamo in giro.
E allora vediamo le condizioni che si devono creare perché per una volta nella storia patria non vincano i luigini, ma i contadini. Aiutati dagli insegnanti, che sono quelli che mancano, in quella folgorante pagina di Levi. E che invece dobbiamo contare tra i protagonisti della nostra proposta politica e della nostra strategia. Perché al centro tornino, finalmente, i cittadini.
Vediamo, insomma, se riusciamo a rimettere a posto quell’individualismo rivendicato fino all’eccesso e al contempo frustrato, che ha colpito soprattutto i ceti medi, le persone comuni. E la possibile affermazione di sé e dei propri desideri che tutti hanno ovviamente a cuore.

Lo ha detto Obama a Osawatomie, nel suo più bel discorso del 2011:

This is not just another political debate. This is the defining issue of our time. This is a make- or-break moment for the middle class, and for all those who are fighting to get into the middle class. Because what’s at stake is whether this will be a country where working people can earn enough to raise a family, build a modest savings, own a home, secure their retirement.

Questo non è solo un altro dibattito politico. Questo è il problema fondamentale del nostro tempo. Si tratta di un momento decisivo per la classe media, e per tutti coloro che stanno lottando per entrarci. Perché quello che è in gioco stabilirà se questo sarà un paese dove le persone che lavorano possono guadagnare abbastanza per crescere una famiglia, metter da parte modesti risparmi, acquistare una casa, assicurarsi una pensione.

Nella prossima pagina: Spendere meno, e molto meglio

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