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  • sabato 5 maggio 2012

Boris Johnson sarà sindaco di Londra, di nuovo

Il Labour ha ottenuto buoni risultati in molte città, ma a Londra ha vinto ancora il sindaco uscente, candidato dei Tories

Nelle elezioni comunali di Londra, il conservatore (e sindaco uscente) Boris Johnson è stato riconfermato sindaco di Londra per altri quattro anni con 1.054.811 preferenze totali. Ken Livingstone il candidato laburista soprannominato “Red Ken“, ossia “Ken il Rosso” e anche lui già sindaco di Londra per otto anni, dal 2000 al 2008, ne ha ottenute 992.273. Il margine tra i due è stato di circa il 3 per cento, inferiore rispetto a quello previsto dai sondaggi.

Jenny Jones (dei Verdi) ha ottenuto il terzo posto, Brian Paddick (liberaldemocratico, ex ufficiale della polizia metropolitana di Londra e gay dichiarato) è arrivato quarto, l’indipendente Siobhan Benita quinto, Lawrence Webb (Partito per l’Indipendenza del Regno Unito, UKIP) sesto e Carlos Cortiglia (candidato per un partito di estrema destra) settimo.

Subito dopo la vittoria Boris Johnson ha dichiarato: «Londra sta vivendo una rinascita e i visitatori delle Olimpiadi ne saranno i testimoni». Si è congratulato con il suo principale avversario e si è detto dispiaciuto per i colleghi di partito che non hanno ottenuto buoni risultati nelle altre amministrative del paese. Ken Livingstone ha parlato subito dopo: ha spiegato che queste sono state le sue «ultime elezioni» e che si tratta della sconfitta che più di tutte le altre lo «rammarica»: «Non era in gioco un conflitto tra due uomini, ma la vita di 8 milioni di londinesi».

Per Johnson è una vittoria particolarmente importante: sarà infatti il sindaco che presiederà i Giochi Olimpici di Londra e che rafforzerà ancora di più la propria posizione all’interno del partito conservatore anche in vista delle elezioni del 2015 per il Parlamento.

Boris Johnson ha 47 anni, è l’ex direttore della rivista Spectator ed è un politico molto poco tradizionale: capelli platinati, molto colto e con la tendenza alle espressioni sopra le righe. Spesso le sue dichiarazioni gli hanno creato problemi, anche all’interno del suo partito. Pochi giorni prima delle elezioni, durante un programma alla BBC, aveva detto al giornalista che gli aveva fatto una domanda, anche se in maniera scherzosa, che doveva finirla con le sue “fucking bollocks” (ossia “stronzate del cazzo”).

Durante il suo mandato Johnson ha fatto parlare di sé per la lotta alla criminalità, per alcune prese di posizione sull’ordine pubblico (come quella contro l’alcol in metropolitana) e sulla cultura (come la reintroduzione del latino a scuola). Johnson ha ridotto la zona a traffico limitato di Londra (Congestion Zone) e i suoi provvedimenti hanno migliorato il trasporto pubblico (-40 per cento di ritardi). Un’altra sua battaglia è stata aumentare e migliorare il traffico in bici a Londra, che negli ultimi anni è cresciuto sempre di più. Lo stesso Johnson va spesso al lavoro in bicicletta.

Tra i punti che sono stati al centro della sua campagna elettorale (e pubblicati nel suo manifesto) ci sono: il taglio dei costi del Comune e delle tasse comunali del 10 per cento, la creazione di 200mila nuovi posti di lavoro in quattro anni, l’assunzione di altri 1000 poliziotti, facilitazioni all’edilizia popolare, l’estensione del servizio di bike sharing e l’ulteriore riduzione dei ritardi della metropolitana di Londra del 30 per cento.

Se a Londra ha vinto un conservatore, nelle amministrative che si sono tenute in diverse città e regioni del paese è il Labour ad aver ottenuto i risultati migliori, conquistando la maggioranza nel consiglio comunale di Birmingham, dopo vent’anni di opposizione, e di Liverpool dove Joe Anderson ha vinto con quasi il 60 per cento dei voti: in generale, ha guadagnato strappandoli ad altri partiti più di 800 seggi. Proiettando questo dato su base nazionale, ha detto la BBC, si otterrebbe un consenso intorno al 39 per cento dei voti, otto punti sopra quello dei conservatori, che scende al 31 per cento. Guardando a questi risultati, ma anche alla scarsa affluenza alle urne, il leader del partito Ed Miliband ha chiesto ai suoi pochi trionfalismi: «c’è ancora molto lavoro da fare».

– Le amministrative nel Regno Unito

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