• Mondo
  • giovedì 12 Aprile 2012

Il Connecticut abolisce la pena di morte

Il Congresso ha approvato la legge, il governatore la firmerà presto: sarà il diciassettesimo stato statunitense a rinunciare alle esecuzioni

Ieri negli Stati Uniti, dopo nove ore e mezza di dibattito, la Camera del Connecticut ha approvato una legge per abrogare la pena di morte nel proprio Stato con 86 voti favorevoli e 62 contrari. La settimana scorsa il Senato aveva approvato il medesimo provvedimento. Il governatore democratico Dannel P. Malloy si è impegnato a firmare quanto prima la legge approvata dal Congresso statale, che renderà il Connecticut il diciassettesimo Stato americano ad aver abolito la pena di morte, il quinto in cinque anni. Dopo la firma di Malloy, nel nord-est degli Stati Uniti rimarranno solamente il New Hampshire e la Pennsylvania a mantenere in vigore la pena di morte. Negli ultimi 52 anni nel Connecticut è stata eseguita una sola condanna a morte.

(La pena di morte nel mondo)

Come spiega Peter Applebome sul New York Times, il voto di ieri è arrivato dopo venti anni circa di dibattito sulla delicata questione. Nel 2009 il Connecticut arrivò a un passo dall’abrogazione ma il governatore repubblicano dell’epoca, M. Jodi Rell, decise di porre il veto facendo naufragare l’iniziativa legislativa. La decisione del governatore fu condizionata da un grave fatto di cronaca avvenuto due anni prima: una donna e le sue due figlie di 11 e 17 anni furono rapite, violentate e uccise da due criminali abituali, ora in attesa di esecuzione nel braccio della morte. Da allora il marito della vittima, che riuscì a sfuggire al rapimento, è stato uno dei più fermi sostenitori del mantenimento della pena di morte nello Stato. La nuova legge non si applicherà alle undici persone detenute nel braccio della morte del Connecticut.

Al posto della pena di morte, la legge prevede che per i crimini più efferati vi sia il carcere a vita senza la possibilità di avere la pena scontata per buona condotta. Le persone condannate al carcere a vita dovranno essere detenute in aree isolate, lontane dagli altri prigionieri, e potranno trascorrere un massimo di due ore al giorno fuori dalla loro cella.

(Un po’ di numeri sulla pena di morte negli Stati Uniti)

In seguito al voto della Camera, il governatore Malloy ha diffuso un comunicato ricordando che la decisione del Congresso allinea il Connecticut con buona parte degli altri stati industrializzati sul tema della pena di morte: «Per decenni non abbiamo messo in atto la pena di morte. In prospettiva, avremo un sistema che ci consentirà di mettere da parte la vita di queste persone, dando loro condizioni di vita che nessuno di noi vorrebbe mai provare. Gettiamo la chiave e lasciamo che trascorrano il resto delle loro vite naturali in prigione».

Nel Connecticut la pena di morte fu introdotta in epoca coloniale. Tra il 1639 e il 2005 ci sono state 126 esecuzioni, inizialmente attraverso l’impiccagione, poi con la sedia elettrica e a partire dai primi anni Settanta attraverso l’iniezione letale. L’ultima persona a essere stata uccisa dallo Stato fu un serial killer, Michael Bruce Ross, nel 2005 dopo il suo rifiuto di appellarsi contro la sentenza a morte.

(Storie dal braccio della morte)

Dopo la firma del governatore rimarranno 33 stati americani ad applicare la pena di morte. A questi va aggiunto il governo degli Stati Uniti quando procede nelle Corti federali. In California gli elettori si potranno esprimere sull’abolizione della pena di morte con un referendum il prossimo novembre. Dal 1976 a oggi negli Stati Uniti ci sono state 1289 esecuzioni, la maggior parte delle quali nel Sud. Solamente nel Texas la pena di morte è stata applicata in 481 casi.

nella foto: il governatore Malloy (AP Images – Jessica Hill