Il progetto di legge britannico per il controllo delle comunicazioni

Il governo Cameron sta discutendo di consentire che un'agenzia governativa registri il numero e la frequenza di chiamate, messaggi e email

Oggi il Sunday Times ha rivelato un disegno di legge del governo britannico per controllare il numero e la frequenza delle chiamate, delle email e dei messaggi telefonici degli abitanti del Regno Unito. Il disegno di legge dovrebbe essere presentato il prossimo maggio al Parlamento e prevede la possibilità per il Government Communications Headquarters (GCHQ, ossia l’agenzia governativa che si occupa della sicurezza nazionale nell’ambito delle comunicazioni)  di avere dati su tutte le conversazioni vocali, le email, i profili dei social network, gli sms e la cronologia Internet dei cittadini britannici.

Tuttavia, scrive il Sunday Times, la nuova legge non permetterebbe al GCHQ di ottenere i contenuti delle comunicazioni monitorate, ma solo la quantità e la frequenza dei contatti, come ha confermato anche lo stesso ministero degli Interni britannico. Per accedere al contenuto sarà necessario il mandato di un giudice.

Il piano non è stato smentito dal governo: un comunicato del ministero degli Interni ha dichiarato che “per la polizia e i servizi nazionali è vitale poter ottenere certi dati per controllare le persone sospettate di gravi crimini e terrorismo e per proteggere i cittadini”.

Secondo il piano che il ministero degli Interni vuole far approvare “appena possibile, rispettando i tempi del Parlamento”, i provider di Internet dovranno fornire “in tempo reale” i dati dei loro utenti alla GCHQ. Secondo il Sunday Times, la nuova legge servirebbe a scoprire quanti e quali contatti eventuali sospetti hanno con altre persone o siti sotto osservazione. La notizia ha provocato già polemiche. Nick Pickles, direttore dell’osservatorio per la privacy Big Brother Watch, ha detto alla BBC che si tratta di un “attacco senza precedenti alla privacy” e che di questo passo il Regno Unito si metterà sullo stesso piano di Cina e Iran.

Un disegno di legge simile era già stato proposto dal governo laburista britannico nel 2006, ma poi i suoi piani furono abbandonati a causa delle dure critiche ricevute. In particolare, i laburisti volevano creare un database centrale gestito dal governo con tutti i dati delle chiamate e delle email di ogni cittadino britannico. Nella circostanza, il partito conservatore e quello liberal-democratico, oggi al governo, avevano criticato duramente il disegno di legge del governo laburista. I conservatori hanno spesso accusato i laburisti di avere una “cultura della sorveglianza”.

foto: AP/Cassandra Vinograd