(Christopher Furlong/Getty Images)

Il 30 febbraio

Sapete perché non esiste? Sapete che è esistito? E altre cose che non sapete sotto "bizzarrie del calendario"

Con un compiaciuto sovrappiù di divertimento, Alvaro D’Emilio ha raccontato la settimana scorsa sulla Lettura del Corriere della Sera un sacco di cose su come mai il nostro calendario abbia un mese che non ha 30 giorni né 31.

È accaduto, nel corso della storia, che la civilissima Svezia nel 1712, per rimettere in pari i conti, dovette introdurre un febbraio di 30 giorni. Che cos’era successo? Per far coincidere il calendario giuliano con quello gregoriano il re Carlo XII aveva deciso di eliminare gli anni bisestili, a cominciare dal 1700, fino al 1740. Poi però, in tutt’altre faccende affaccendato, tipo una guerra con la Russia, si dimenticò di promulgare gli editti relativi. Quando si accorse del casino che aveva combinato, deve essergli venuto un gran mal di testa, perché decise di lasciar perdere calcoli laboriosi e di passare, ipso facto, al nuovo calendario. Certo quel disgraziatissimo 29 febbraio del 1700 doveva essere in qualche modo recuperato e non si trovò nulla di meglio che aggiungere un trentesimo giorno al febbraio del 1712, per la cronaca si trattava di un venerdì.
Purtroppo gli archivi storici consultati non dicono quanti nacquero in Svezia in quel trenta febbraio del 1712 né se ebbero mai modo di festeggiare il loro compleanno. Né ho trovato notizie relative alla commemorazione di quel 30 febbraio di tre secoli fa in questo 2012.
Pure l’Unione sovietica, nel 1930 e 1931, introdusse un febbraio di 30 giorni perché, dopo la rivoluzione d’ottobre, s’era persa qualche giorno per strada. C’è da chiedersi se fra i tanti che, presumibilmente, videro la luce in quei due giorni, poi scomparsi dai calendari, ce ne sia ancora qualcuno di vivo. Anche se le purghe staliniane, degli anni Trenta appunto, lasciano purtroppo ben poche speranze in questo senso.

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