La Grecia si salva?

L'accordo con i creditori privati è più vicino, ma secondo il Financial Times la Germania starebbe spingendo per una soluzione radicale

L’accordo tra Grecia e creditori privati sulla ristrutturazione del debito sembra più vicino. Secondo diverse fonti dell’Institute of International Finance (IIF, che rappresenta circa 450 istituzioni private) e della Commissione Europea raggiunte dalle agenzie di stampa, sarebbe imminente un’intesa da 100 miliardi di perdite nominali sul valore dei bond greci, con una svalutazione del 65-70 per cento dell’investimento da parte dei creditori (banche e fondi di investimento, tra gli altri), per far sì che la Grecia non fallisca. Numeri che erano circolati anche nei giorni scorsi a cui ora però si aggiunge un ulteriore particolare su cui Europa, Fondo Monetario Internazionale (FMI) e creditori privati guidati dal presidente dell’IIF, Charles Dallara, hanno discusso a lungo. Si tratta del tasso di interesse dei nuovi titoli di stato greci che sostituiranno i vecchi, a tasso agevolato.

Sino a pochi giorni fa, i creditori erano arrivati a offrire un tasso medio del 4 per cento circa (3,5 per quelli a breve termine, 4,6 per quelli a lungo termine). Ora, invece, sembra che i creditori abbiano accettato un tasso ancora più basso, «intorno al 3,7 per cento», anche se la Grecia vuole scendere sotto quota 3,5. Il commissario europeo per gli Affari economici e monetari, il finlandese Olli Rehn, ha confermato ieri che «l’accordo è molto vicino», mentre il neopremier greco Lucas Papademos ha assicurato che «la Grecia non fallirà». Tuttavia, diversi osservatori, come l’Istituto per l’economia mondiale di Kiel, sono ancora molto pessimisti e credono che tutto questo non basterà.

L’accordo dovrebbe essere reso noto nel weekend o al massimo all’inizio della prossima settimana. Si tratta di un accordo cruciale perché al successo dei negoziati con il settore privato è subordinato il nuovo prestito di 130 miliardi di euro dell’UE alla Grecia, secondo quanto stabilito nell’accordo di Bruxelles del 27 ottobre scorso. Senza questo nuovo pacchetto di aiuti finanziari la Grecia non riuscirebbe a saldare i suoi debiti più immediati. Il 20 marzo 2012, infatti, il governo dovrà affrontare la scadenza di 14,4 miliardi di euro di titoli di stato. Se non ce la facesse a pagare (attualmente ha 11 miliardi di euro in cassa) dovrebbe dichiarare default, ossia il fallimento.

Oggi, intanto, il Financial Times ha pubblicato un retroscena, secondo il quale la Germania starebbe spingendo l’Unione europea a controllare completamente le finanze della Grecia, già decisamente supervisionate dalla cosiddetta troika (FMI, Banca Centrale Europea e UE). Prima di beneficiare del secondo piano di salvataggio finanziario, infatti, Angela Merkel vorrebbe che la Grecia cedesse completamente all’Europa la sua sovranità in materia di politica fiscale. Insomma, un commissariamento totale, per cui un delegato europeo designato dai ministri delle Finanze dell’eurozona avrebbe il potere di opporre il veto alle decisioni di bilancio e alle riforme del governo greco.

foto: AP