• Italia
  • Questo articolo ha più di undici anni

Le liberalizzazioni in 12 punti

Che cosa c'è nel decreto varato ieri dal governo, dalle banche alle assicurazioni, dall'energia alle imprese, dalle professioni ai trasporti

Il Consiglio dei ministri ha varato ieri un decreto legge contenente misure liberalizzatrici del mercato. Monti ha presentato il decreto spiegando che l’applicazione di queste misure può aumentare del 10 per cento la produttività del paese e il Prodotto Interno Lordo. Il decreto [pdf] è stato varato dopo giorni di consultazioni con i partiti che sostengono il governo, e quindi in teoria non dovrebbe essere stravolto in Parlamento: comunque dovrà essere approvato dalle camere entro sessanta giorni, e soltanto allora sapremo quali di queste misure entreranno definitivamente a far parte dell’ordinamento italiano. In ogni caso Monti ha annunciato un nuovo prossimo intervento liberalizzatore, concentrato sulla semplificazione delle procedure burocratiche, che dovrebbe arrivare già la prossima settimana.

Banche
Le banche dovranno dare ai clienti la possibilità di aprire un “conto corrente di base”, che permetta un numero minimo di servizi e operazioni, compresa la possibilità di avere bancomat e carte ricaribili, a zero spese: i dettagli su questi conti dovranno essere stabiliti entro tre mesi da Associazione bancaria italiana (Abi), Poste, Consorzio bancomat e altre associazioni, altrimenti interverranno direttamente il ministero dell’Economia e la Banca d’Italia. Le banche che condizionano l’erogazione di un mutuo alla sottoscrizione di un’assicurazione sulla vita dovranno sottoporre al cliente i preventivi di polizza di almeno due diversi gruppi assicurativi. Dovranno essere ridotte le commissioni interbancarie a carico degli esercenti per i pagamenti effettuati con carta di credito: se i soggetti del mercato non lo faranno entro giugno, interverranno direttamente i ministeri dell’Economia e dello Sviluppo.

Assicurazioni
Gli intermediari assicurativi dovranno fornire almeno tre preventivi di tre differenti polizze Rc Auto di tre assicurazioni concorrenti, quindi non appartenenti allo stesso gruppo. Entro sei mesi avrà inizio la progressiva sparizione dei contrassegni cartacei, che possono essere contraffatti: saranno sostituiti con sistemi elettronici o telematici. In questo modo la vigilanza sul corretto pagamento delle polizze potrà avvenire anche in modo “fotografico”, per esempio ai caselli autostradali. Gli automobilisti che accetteranno di installare sulla propria auto a spese delle compagnia assicurativa una “scatola nera”, cioè un dispositivo che registri l’attività del veicolo, otterranno sconti sulle tariffe. Se, nonostante l’agenzia assicurativa offra la riparazione nelle proprie officine, l’assicurato vuole comunque essere risarcito in contanti, la somma potrebbe essere ridotta fino al 30 per cento. Approvate poi una serie di misure contro le frodi negli accertamenti e nelle liquidazioni dei danni. I medici che dovessero attestare una falsa condizione di invalidità dopo un incidente stradale per gonfiare i risarcimenti rischiano radiazione dell’albo e reclusione in carcere (la stessa cosa vale per i periti assicurativi che accertino danni inesistenti).

Benzina
I gestori degli impianti potranno rifornirsi da qualsiasi produttore per la parte eccedente il 50 per cento della fornitura e comunque per la parte eccedente il 50 per cento di quanto erogato l’anno precedente, allo scopo di dare loro la possibilità di abbassare il costo del carburante. Dal 30 giugno i contratti che prevedono forme di esclusiva nell’approvvigionamento dei carburanti cessano di avere effetto. Sempre allo scopo di contenere costi e prezzi, i gestori potranno aggregarsi tra loro anche in deroga alle clausole negoziali che dovessero vietarlo, così da permettere loro di comprare e pagare all’ingrosso il carburante. I gestori degli impianti, da soli o in società, potranno anche riscattare gli impianti dalle compagnie. Aboliti tutti i limiti per i distributori self service fuori dai centri abitati. Gli impianti potranno vendere anche alimenti, bevande e giornali e “ogni bene e servizio” senza che questo sia subordinato alla grandezza dell’impianto (salvo i tabacchi, per cui servirà una superficie minima di 1.500 metri quadrati). I cartelli che indicano i prezzi saranno modificati in modo più trasparente.

Farmacie
Un concorso straordinario permetterà l’apertura di 5.000 nuove farmacie, il 22 per cento il più rispetto alle attuali 22.000. Le regioni dovranno organizzare i concorsi entro quattro mesi, altrimenti ci penserà un commissario governativo. I giovani farmacisti che vorranno parteciparvi potranno associarsi tra loro. Le farmacie con maggior fatturato dovranno avere un numero minimo di farmacisti. Le farmacie potranno allargare a loro piacimento l’orario di apertura, praticare sconti sui farmaci e altri prodotti. Prescrivendo un farmaco, i medici dovranno sempre aggiungere la formula “o farmaco equivalente se di minor prezzo”, per far risparmiare sia i cittadini che lo Stato (l’Agenzia Italiana del Farmaco stima che gli italiani ogni anno spendano 800 milioni di euro per la differenza tra il prodotto di marca e il farmaco generico). Nel decreto non c’è la possibilità per le parafarmacie di vendere farmaci di fascia C, di cui si era parlato molto già ai tempi della manovra.

Trasporti
La competenza sulla partita delle licenze dei taxi viene assegnata all’Autorità per energia elettrica e gas, in attesa che nasca a giugno la nuova Autorità per i trasporti. I sindaci saranno consultati ma non avranno più potere assoluto. Se si deciderà per aumentare le licenze, chi oggi ne possiede una riceverà una “tangibile compensazione”. In accordo coi sindaci, i tassisti potranno lavorare al di fuori del loro comune. Saranno assegnate licenze part-time per far stare i mezzi fermi il meno possibile. Ferme restando le tariffe massime, dal tetto in giù i tassisti avranno maggiore libertà nel modulare le tariffe. L’Autorità per i trasporti deciderà anche sull’eventuale separazione della rete ferroviaria della holding delle Ferrovie dello Stato, metterà un tetto ai pedaggi per le nuove concessioni autostradali e alle tariffe aeroportuali. Le compagnie ferroviarie non saranno più obbligate ad aderire allo stesso contratto nazionale dei ferrovieri delle FS.

1 2 Pagina successiva »