Una libreria a chilometri zero

Aprirà a Milano a fine marzo e venderà soltanto libri di piccole case editrici italiane indipendenti

Annarita Briganti racconta su Repubblica che a fine marzo aprirà a Milano la libreria Kmzero slowbookstore, che venderà soltanto libri di case editrici italiane indipendenti. Per partecipare all’iniziativa gli editori devono pagare una quota iniziale (800 euro per trenta mesi) e finora hanno già aderito in 82.

Nasce la prima libreria italiana a chilometri zero, anche se non piace a tutti. Niente titoli stranieri, niente bestseller, niente colossi dell’editoria, solo romanzi, saggi e antologie dati alle stampe da piccole case editrici. La risposta letteraria a Slowfood arriva da Milano, dove aprirà a fine marzo Kmzero slowbookstore: 250 metri quadrati su 3 piani in una zona centrale (Via Cadore) con caffetteria, connessione WiFi, vendita di ebook e vendita online, noleggio di libri, computer e tavoli per la lettura, presentazioni. Ma per avere tutto questo gli editori dovranno pagare una quota iniziale: 800 euro al metro per trenta mesi.

L´idea è di Renzo Xodo, sessantenne con un passato da libraio a Piacenza, Venezia e nella stessa Milano, e di Ilaria Spagnoli, ventinovenne laureata in Lettere antiche, che promettono di mettere in vetrina, e sugli scaffali, solo piccoli marchi nostrani: «L´editoria indipendente deve affermarsi come formidabile opportunità di crescita culturale. Kmzero vuole contribuire a una diffusione democratica della cultura con un approccio alla lettura più accessibile e consapevole, ovvero slow».

I fondatori per ristrutturare, arredare, informatizzare gli spazi e pagare i dipendenti hanno previsto un investimento iniziale di 500.000 euro e vorrebbero condividere il rischio di impresa con gli stessi editori che si propongono di sostenere. Per un metro di visibilità chiedono di pagare anticipatamente 800 euro (+ Iva) per 30 mesi (meno di 27 euro al mese). E per quattro metri la cifra supera i 3.000 euro. Tanto è bastato perché i blog si scatenassero.

(Continua a leggere sul sito di Diritti Globali)

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