I 10 più stupidi commenti online

(più uno) Il contributo del Post all'immortale dibattito sulla rete e i commenti

Il dibattito sul valore e le controindicazioni dei commenti online è nato con la rete, e non sembra registrare particolari evoluzioni: sembrarono da subito una bella novità, poco dopo qualcuno si accorse che spesso erano anche di scarsa qualità o inutilmente aggressivi, e da allora queste considerazioni si ripetono senza farsi una ragione del fatto che sono vere entrambe le cose, e si sperimentano forme diverse di gestione e moderazione dei commenti. Oggi il New York Times ha annunciato un nuovo sistema che premia i commentatori di buon curriculum e affidabili, mentre su Slate si discute di nuovo della violenza verbale che alcuni commentatori rovesciano sugli autori degli articoli, cercando di costruire un’analisi antropologica del “commentatore incazzato”.

(Ripensare i commenti online)

E ieri, a rinnovare la discussione anche da noi, è circolata la sentenza della Cassazione che ritiene non responsabili dei commenti i direttori delle testate giornalistiche online.

(La scienza e i commenti online) 

Al Post, dove siamo lusingati dei complimenti che riceviamo per la qualità dei commenti dei lettori rispetto ad altri siti, abbiamo cercato di mettere in ordine nei criteri di uso dei commenti con una serie di istruzioni, e siamo costretti a intervenire in pochi casi che contraddicono queste istruzioni. Lo stesso, in un anno e mezzo, abbiamo accumulato una serie di tipologie di commento che ricompaiono e definiscono quelli che – con linguaggio adeguato – possiamo definire i 10 più stupidi commenti online. Detto con affetto per i soggetti, e riconoscenza per gli altri.

1. Quello che scrive “Estiqaatsi”.
1a. Quello che scrive “Esticazzi”.

2. Quello che scrive “Voglio vedere se avrete il coraggio di pubblicare questo commento”.

3. Quello che scrive per indicare un errore, ma si sbaglia.

4. Quello che scrive un commento più lungo dell’articolo che commenta.

5. Quello che aggiunge i link al suo blog.

6. Quello che aggiunge i link al blog di Pierferdinando Casini.

7. Quello che attacca l’autore dell’articolo a prescindere.

8. Quello che vuole discutere se siano meglio i PC Windows o i Mac.

9. Quello che in un pezzo che parla di TV scrive che lui non ha la TV.

10. Quello che in ogni caso, pure se si sta parlando di panda o dirigibili, usa la parola “Berlusconi”.

e

11. quello che finge di essere un commentatore ma è un redattore del Post.

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Il viaggio di Gipi tra i commenti
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