• Cultura
  • mercoledì 23 novembre 2011

La Pixar in mostra

I disegni dei migliori cartoni del mondo esposti da oggi a Milano

Da oggi e fino al 14 febbraio apre al Padiglione di Arte Contemporanea di Milano la mostra dedicata alla Pixar e ai suoi 25 anni di animazione. La Pixar Animation Studios è la più famosa casa di produzione al mondo di cartoni animati prodotti al computer, quella di Up, della saga di Toy Story, di Wall-E e di Ratatouille. Nacque come divisione della casa di produzione Lucasfilm, fu acquisita nel 1986 da Steve Jobs e vent’anni dopo dalla Disney con una valutazione intorno ai 7,4 miliardi di dollari.

L’esposizione al PAC (nata per il MOMA di New York e da allora in tour per il mondo) ospita più di 500 opere: in quasi totalità bellissimi disegni, prove grafiche, bozze preparatorie. Ma c’è anche una dettagliata spiegazione del percorso di produzione di un film, dall’idea alla sua realizzazione; un film costruito montando insieme la successione delle tappe grafiche; uno spettacolare “zootropio” animato, ricostruzione dell’antenato tecnico dei cartoni animati. E poi altri materiali riguardanti le varie produzioni, a cominciare dal famoso Luxo Jr considerato come inizio della storia della Pixar (un primissimo progetto, intitolato The Adventures of André and Wally B. risale in realtà a due anni prima, 1984, ma non rientra nel conteggio ufficiale). Luxo Jr era un progetto di John Lasseter, ora direttore creativo della Pixar e dei Walt Disney Animation Studios (che ha presentato la mostra a Milano lunedì): il protagonista Luxo, una piccola lampada da tavolo, diventò il simbolo della Pixar e venne inserito nel logo. La mostra si conclude con un’anticipazione di Brave, film in uscita nel 2012 e dedicato a una donna coraggiosa e ribelle.

(gli articoli del Post sulla Pixar)

Lasseter ha spiegato lunedì che «la maggior parte degli artisti che lavorano in Pixar utilizzano i mezzi propri dell’arte, il disegno, i colori a tempera, i pastelli e le tecniche di scultura, come quelli dei digital media. La maggior parte delle opere prendono vita durante lo sviluppo di un progetto, mentre stiamo costruendo una storia o semplicemente mentre guardiamo un film. La ricchezza del patrimonio artistico che viene plasmato per ogni film raramente esce dai nostri studi, ma il prodotto finale, il lungometraggio che raggiunge ogni parte del mondo, non sarebbe possibile senza questa fase artistica e creativa».

Nella foto: un dipinto digitale di Robert Kondo da Ratatouille (2007), Emile and Remy

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