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  • domenica 13 novembre 2011

La polizia brasiliana è entrata a Rocinha

Le foto della pericolosa operazione antidroga cominciata all'alba nella più grande favela di Rio de Janeiro

Dopo gli annunci dei giorni scorsi, alle 6:19 di questa mattina (le 09:19 in Italia), centinaia di forze speciali e militari brasiliane hanno fatto irruzione nella famigerata favela di Rocinha, a Rio de Janeiro. La televisione O Globo riporta che già alle 4 locali le autorità brasiliane avevano bloccato tutte le uscite di Rocinha, dove ufficialmente vivono circa 80mila persone (ma stime ufficiose parlano di oltre 100mila abitanti) e che è incastrata tra due quartieri molto ricchi della città, Gavea e San Conrado.

Rocinha è uno snodo fondamentale del traffico di droga a Rio, che solo in quest’area genera un fatturato di circa 25 milioni di dollari all’anno sotto l’egida dell’organizzazione criminale “Amigos dos Amigos” (“amici degli amici”). L’operazione, una delle più difficili e pericolose, rientra in un più vasto programma di riqualificazione della città in vista di due appuntamenti cruciali per il Brasile: la Coppa del mondo di Calcio prevista nel 2014 e le Olimpiadi del 2016. A Rio ci sono circa mille favelas. In questi quartieri estremamente disagiati vivono circa due milioni di persone, circa un terzo del totale della popolazione della città. All’inizio dell’anno, i narcotrafficanti avevano il controllo su metà delle favelas della città.

Sinora a Rocinha non ci sono stati sparatorie o spargimenti di sangue. La polizia aveva annunciato il raid nei giorni scorsi proprio per limitare al massimo gli scontri con i malviventi, sperando che si arrendessero o che fuggissero da Rocinha. Giovedì Antonio Bonfim Lopes, detto “Nem”, uno dei più pericolosi narcotrafficanti del paese, è stato arrestato proprio mentre cercava di scappare da Rocinha, nascosto nel portabagagli della sua macchina. All’alt del posto di blocco della polizia, il suo autista, per sfuggire alla cattura, si è prima dichiarato console onorario della Repubblica Democratica del Congo. Poi ha offerto agli agenti una mazzetta di 570mila dollari. Ma la polizia è stata irremovibile e, durante la perquisizione, ha scovato Nem.

Secondo le autorità brasiliane ci sono ancora duecento criminali nascosti a Rocinha, la diciannovesima favela a essere “bonificata” a Rio dal 2008, ormai circondata dalle forze dell’ordine. Il pericolo di scatenare una guerra tra gang e polizia è una delle cause che ha fatto spesso tentennare gli agenti. Stamattina, le forze speciali hanno fatto irruzione anche nella vicina favela di Vidigal, che si trova accanto alla spiaggia di Ipanema, dove hanno incontrato, almeno nelle fasi iniziali, una resistenza più ostica: i mezzi della polizia, infatti, non sono riusciti a raggiungere alcune zone perché le ripide strade del bairro sono state cosparse di olio. La situazione, tuttavia, non sembra essere grave come quella che nel novembre 2010 si è verificata nella favela Alemao, dove abitano circa 400mila persone e dove gli scontri tra polizia e narcotrafficanti sono durati tre giorni, provocando 37 morti.

Proprio l’uccisione di cittadini innocenti durante simili raid è una delle preoccupazione principali delle autorità brasiliane. Spesso gli stessi abitanti onesti delle favelas temono gli abusi e l’eccessiva violenza degli agenti. Proprio domenica scorsa, durante un’operazione della polizia in una favela alla periferia occidentale di Rio, un giornalista brasiliano, Gelson Domingos da Silva, è stato ucciso per sbaglio dalle forze speciali brasiliane.

Foto: AP/Felipe Dana

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