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  • sabato 5 Novembre 2011

Come è finito il G20

Con la sorveglianza sull'Italia - imposta o richiesta? -, niente Tobin tax, e le frasi di Berlusconi sui ristoranti

Si è concluso il G20 a Cannes: nel comunicato finale i venti leader hanno affermato il loro «impegno a lavorare insieme» e a prendere decisioni «per rinvigorire la crescita economica, creare posti di lavoro, assicurare la stabilità finanziaria, promuovere l’inclusione sociale e mettere la globalizzazione al servizio delle necessità della gente».

«Ognuno farà la sua parte» hanno assicurano i capi di Stato e di governo che hanno concordato «un Piano d’azione per la crescita e l’occupazione per affrontare le vulnerabilità di breve periodo e per rafforzare le basi per la crescita nel medio periodo». Il direttore generale del Fondo monetario europeo Christine Lagarde ha detto in conferenza stampa che con l’intervento collettivo deciso dal G20 «il Pil mondiale potrebbe salire entro il 2016 dell’1,50 per cento e potrebbero essere creati fra 20 e 40 milioni di nuovi posti di lavoro».

È stato deciso che l’Italia verrà posta sotto un monitoraggio fiscale del Fondo monetario internazionale e della Commissione Ue che, la prossima settimana, invierà una prima delegazione a Roma. La verifica avrà cadenza trimestrale e partirà entro la fine di novembre. «La questione in gioco è una mancanza di credibilità delle misure annunciate. Verificheremo che le autorità italiane e l’Italia in generale faccia ciò che si è impegnata a fare presso l’Ue attraverso un’analisi indipendente» ha precisato il direttore dell’Fmi Christine Lagarde. Tutti i risultati verranno pubblicati.

Silvio Berlusconi ha spiegato che «dopo la Grecia, i movimenti speculativi si stavano dirigendo verso l’Italia e quindi come fanno le aziende che si rivolgono a società specializzate nei momenti di crisi abbiamo chiesto alla Lagarde i monitoraggi». Il premier ha detto che «non sarà un commissariamento, ma solo una certificazione dei nostri impegni chiesta da noi e non imposta». Durante tutta la giornata si erano rincorse le notizie sulla dinamica del provvedimento: se fosse cioè un’imposizione oppure una proposta. Solo in un secondo tempo, la versione del premier è stata confermata da Jose Manuel Barroso, presidente della Commissione Ue. La borsa italiana, dopo le dichiarazioni sul monitoraggio dell’Italia, ha chiuso con un calo dell’indice Ftse Mib del 2,66 per cento.

È stata invece smentita la dichiarazione di Silvio Berlusconi sull’offerta fatta all’Italia dall’Fmi di accedere a una linea di credito: «il Paese non ha bisogno di strumenti come le linee di credito precauzionali», ha precisato Christine Lagarde. «Lo strumento migliore resta il monitoraggio fiscale». Nella conferenza stampa finale il Presidente del Consiglio ha anche aggiunto che «siamo la seconda economia europea e la settima mondiale. Abbiamo una ricchezza privata che supera di gran lunga il debito pubblico e dunque non ci elementi di preoccupazione».

I Paesi del G20 hanno deciso di appoggiare la nuova linea di liquidità precauzionale (Precautionary and Liquidity Line) del Fondo Monetario Internazionale che dovrebbe fornire, caso per caso, liquidità di breve termine ai paesi con crisi finanziarie causate da fattori esterni. Nella nota finale si legge inoltre: «Noi siamo pronti ad assicurare risorse aggiuntive che potranno essere mobilitate a tempo debito e chiediamo ai ministri finanziari che nel prossimo meeting lavorino all’approfondimento delle varie opzioni in campo compresa quella dei contributi bilaterali e volontari al Fondo».

Non è stato raggiunto alcun accordo sulla Tobin Tax, la tassa sulle transizioni finanziarie, anche se la Francia dovrebbe portare il provvedimento sul tavolo della Commissione Europea, per applicarlo nell’eurozona. «È moralmente indispensabile che gli attori finanziari che hanno condotto il mondo nella situazione che conosciamo, siano portati a contribuire finanziariamente alla riparazione dei danni che sono stati fatti. Questo è l’obiettivo della tassa sulle transazioni finanziarie» ha dichiarato Nicolas Sarkozy, mentre Obama, facendo riferimento alla crisi europea, ha detto che «gli Stati Uniti saranno un partner forte».