Cosa c’è nell’emendamento “anticrisi”

"Niente o quasi niente", scrive la Stampa: e i giornali raccolgono anticipazioni e ipotesi deludenti

«E alla fine? Niente. O per meglio dire, quasi niente. In ogni caso, nulla che abbia l’aria di rappresentare una risposta efficace alla straordinaria crisi in corso sui mercati finanziari». Così Roberto Giovannini sulla Stampa illustra le informazioni ancora vaghe sul maxiemendamento (suono roboante inversamente proporzionale alla sua concretezza) approvato mercoledì dal Consiglio dei Ministri dedicato all’aggravarsi della crisi italiana.

Secondo le indiscrezioni, nel testo del maxiemendamento si parla di vendita del patrimonio pubblico della Difesa, di misure sul trasporto locale, di misure per la semplificazione. Ci sono norme per lo sblocco delle infrastrutture e di sostegno al project financing per le opere pubbliche: si va dalla definizione di standard contrattuali tipo per facilitare il project financing alla defiscalizzazione Irap e Ires di alcune opere immediatamente cantierabili. Si stabilisce che gli enti locali debbano mettere a gara i servizi pubblici locali di rilevanza economica, ma solo «nei casi in cui possa essere dimostrato che tale scelta sia economicamente vantaggiosa». Si parla poi di un avvio delle liberalizzazioni delle professioni, sotto forma di una riforma degli ordinamenti degli ordini professionali da attuare entro un anno, e una disciplina della costituzione di società tra professionisti. Ci sono le norme già elaborate da Sacconi per favorire i contratti part time per le donne e di apprendistato per i giovani, come la velocizzazione per il credito di imposta a favore delle imprese che assumono al Sud. Aumenta il credito d’imposta per le aziende che fanno ricerca scientifica e assumono giovani ricercatori con meno di 30 anni di età.
Risorge l’appena abolito Ice sotto forma di «agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane». Per il finanziamento del progetto strategico della banda larga e ultralarga si attingerà anche a risorse destinate dalla Cassa Depositi e Prestiti e risorse del fondo per lo sviluppo e la coesione e dai fondi strutturali 2014-2020. Arriva il silenzio-assenso per le autorizzazioni di infrastrutture energetiche strategiche. E qualche soldino, 25 milioni, per il Fondo Unico per lo spettacolo sezione cinema.

Altre ricostruzioni le spiega il Corriere della Sera.

Tra i provvedimenti più sensibili, infatti, quelli riferibili al mondo del lavoro: zero contributi per tre anni sulle nuove assunzioni di apprendisti nelle aziende fino a 9 dipendenti; l’aumento di un punto per i contributi previdenziali dei cocopro, che salgono quasi al 28%; riduzione del 25% dei contributi per l’assunzione di donne con contratto di inserimento; più spazio di manovra alle Regioni per definire il gettito Irap con la possibilità di dedurre il costo del lavoro variabile, cioè quello riconducibile agli accordi aziendali. Ma sono solo indiscrezioni perché alla fine di un Consiglio dei ministri decisivo nella storia politica di Berlusconi non è stata fatta alcuna conferenza stampa né diffuso un comunicato esauriente per capire i provvedimenti.
Tra le altre misure previste dovrebbe esserci la conferma delle dismissioni e della valorizzazione del patrimonio pubblico (terreni, ex caserme, ex ospedali, immobili degli enti previdenziali, ecc.) per un valore di 5 miliardi all’anno per il prossimo triennio. Saranno introdotte norme per accelerare la loro vendita. Una decisione solo formale perché già nella lettera a Bruxelles era previsto il termine del 30 novembre. Verrà anticipata la liberalizzazione degli orari degli esercizi commerciali, la derogabilità delle tariffe minime degli ordini professionali e la possibilità di costituire società di capitali. Tutte novità sulle quali da anni era in corso un estenuante braccio di ferro tra le categorie interessate e i vari governi di destra e di sinistra.
Nel maxi emendamento sono previste anche agevolazioni fiscali sul project financing per le grandi opere e sui concessionari agendo sia sull’Ires che sull’Irap. I capitoli legati alle norme per aumentare la concorrenza (in parte già previste dalla manovra di luglio) riguardano il gas, la distribuzione dei carburanti, la Rc auto e il trasporto pubblico locale. Previsto anche lo snellimento del contenzioso per la giustizia civile. Per accelerare la modernizzazione della pubblica amministrazione, come previsto dal capitolo «f» della lettera all’Ue, i tecnici del governo hanno escogitato una serie di format per l’effettiva individuazione degli esuberi dei dipendenti e della loro messa in mobilità. I lavoratori coinvolti avranno tempo due anni per accettare la nuova destinazione e organizzare la loro vita. In caso contrario perderanno il posto.