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  • domenica 16 Ottobre 2011

Mitt Romney, i mormoni e la politica americana

La religione del favorito alle primarie repubblicane riceve critiche sia dalla destra conservatrice che dalla sinistra per i diritti civili

Mitt Romney è uno dei candidati alle primarie repubblicane per scegliere il candidato alla presidenza degli Stati Uniti, in vista delle elezioni del 2012. Negli ultimi dibattiti televisivi è andato bene, e sembra tra i candidati alle primarie repubblicane sembra quello con più preparazione e con più possibilità di sfidare Obama. Romney ha una caratteristica in comune con Jon Huntsman, un altro candidato molto meno favorito, ed è una caratteristica che secondo alcuni è un pericoloso punto debole: la sua religione è il mormonismo, una fede che negli Stati Uniti è stata oggetto di diverse polemiche per le posizioni politiche che sembrano discendere dalla sua dottrina, in particolare in materia dei diritti degli omosessuali.

I legami di Romney con la religione mormona sono molto stretti. Dal 1981 al 1994 è stato una figura di grande rilievo nella chiesa, come racconta il New York Times ricostruendo il suo passato religioso. Ha avuto la responsabilità spirituale e organizzativa di un’area paragonabile a quella di una diocesi cattolica, ha organizzato i programmi giovanili, formato i missionari, diretto i programmi sociali della chiesa e contribuito infine “con grande generosità” alla costruzione del tempio della chiesa nel sobborgo di Boston di Belmont: una grande costruzione in cima a una collina, con un angelo d’oro sulla guglia più alta, a pochi minuti dalla casa di Romney. Un suo antenato, Miles Romney, era tra i seguaci del primo profeta mormone Joseph Smith nel 1837.

Nelle prossime primarie repubblicane, i conservatori cristiani sono una parte importante e influente dell’elettorato. Per questo motivo, Romney cerca di evitare l’argomento della propria religione, dato che il mormonismo non è considerato come parte del cristianesimo da quasi tutte le confessioni cattoliche o protestanti.

La presenza dei mormoni nella vita politica degli Stati Uniti, però, è innegabile. Oltre ai due candidati presidenziali repubblicani, ci sono almeno 15 mormoni tra i parlamentari statunitensi, tra cui il leader dei democratici al Senato, Harry Reid. Glenn Beck, un conduttore radiofonico molto celebre per la sua retorica accesa e per le sue idee molto conservatrici, è mormone. Nel mondo dello spettacolo lo sono anche il leader del gruppo dei Killers, Brandon Flowers, e la cantante country Marie Osmond.

Oltre ai critici della destra religiosa, Romney deve affrontare anche le critiche dei progressisti che, “da sinistra”, contestano le posizioni che i mormoni hanno preso spesso nel campo dei diritti civili: nel 2008, in California, la chiesa ha sostenuto anche finanziariamente le campagne per fermare i matrimoni omosessuali. Romney non è certamente un estremista religioso, ma ha dovuto affrontare una ferma opposizione da parte della sua chiesa quando ha detto di essere personalmente contrario all’aborto ma favorevole a leggi che assicurino alle donne il diritto di scelta.

Alcune convinzioni religiose dei mormoni sono state fatte oggetto di parodie, ad esempio in un musical di successo creato dagli autori del cartone animato South Park). La chiesa prova a rispondere prestando grande attenzione alla propria immagine, e recentemente ha lanciato una campagna per migliorarla, anche attraverso una serie di spot televisivi.

Chi sono i mormoni
La Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni, come si chiama più propriamente la religione, è per prima cosa una religione molto giovane. All’inizio degli anni Venti dell’Ottocento, nello stato di New York, un ragazzo di nome Joseph Smith disse che dall’età di 14 anni aveva visioni in cui gli apparivano il Padre e il Figlio della religione cristiana. Smith disse che grazie alle rivelazioni celesti aveva scoperto un libro sacro scritto su una serie di tavole d’oro, chiamato Libro di Mormon dal nome del profeta dei primi secoli dopo Cristo che lo avrebbe messo per iscritto.

Il libro di Mormon, uno dei testi sacri della religione insieme alla Bibbia e ad altri scritti di Smith, conteneva anche un racconto della missione di Gesù ai popoli che abitavano gli attuali Stati Uniti, avvenuta dopo la sua morte. I seguaci di Smith, negli anni Quaranta dell’Ottocento, migrarono verso ovest all’interno degli Stati Uniti, per scappare alle persecuzioni e alla diffidenza di cui erano oggetto lungo la costa orientale. Il nucleo centrale della chiesa si trova ancora oggi a Salt Lake City, nello Utah, la città che venne fondata dai mormoni nel 1847, tre anni dopo la morte di Smith.

Nello Utah, i mormoni continuarono a seguire la controversa pratica della poligamia, permettendo agli uomini di prendere più mogli: questo fatto ritardò di alcuni anni l’ingresso dello Utah negli Stati Uniti d’America. Nel 1890 la pratica venne abbandonata ufficialmente e definitivamente dalla chiesa, provocando anche una scissione di piccoli gruppi di fedeli che continuarono a seguirla.

Tra le differenze principali con le altre confessioni cristiane, che ne hanno impedito da sempre il riconoscimento da parte delle chiese cristiane “storiche”, ci sono la presenza del Libro di Mormon tra i testi sacri, la credenza che Dio abbia un corpo fisico e la ricostruzione storica della visita di Gesù in America. I mormoni non credono nel concetto della Trinità.

foto: Richard Ellis/Getty Images