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  • martedì 4 Ottobre 2011

Desmond Tutu attacca il governo sudafricano

La mancata concessione del visto al Dalai Lama "è peggio dell'apartheid", ha detto il premio Nobel per la Pace

“Il nostro governo è peggiore del governo dell’apartheid, perché almeno questo dal governo dell’apartheid sapevamo aspettarcelo”. L’ha detto martedì in una conferenza stampa a Città del Capo l’arcivescovo anglicano Desmond Tutu, commentando la mancata concessione del visto al Dalai Lama da parte del Sud Africa. Il Dalai Lama era stato invitato dal Premio Nobel per la Pace Tutu al suo ottantesimo compleanno il 7 ottobre e all’inaugurazione della conferenza “Desmond Tutu per la pace”, in programma il giorno successivo a Città del Capo. Il governo del presidente Jacob Zuma non ha risposto alla richiesta di visto del Dalai Lama, che ha quindi annullato il viaggio dichiarando da Dharamsala, residenza dei tibetani in esilio nel nord dell’India, “di non voler creare disagi”.

“È la sua decisione e ne prendiamo atto”, ha dichiarato il portavoce del ministero sudafricano degli Affari esteri, Clayson Monyela: “L’originale del passaporto è stato depositato solo il 20 settembre”. Stevens Mokgalapa, deputato dell’opposizione, ha invece replicato che “ritardando la sua decisione il governo ha permesso alla Cina di dettare la linea in politica estera”. I due paesi hanno siglato un accordo economico la scorsa settimana. Rientrato il 29 settembre da una visita ufficiale di tre giorni, il vicepresidente del Sud Africa Kgalema Motlanthe ha reso noto che la Cina si è impegnata con il suo Paese in progetti di investimento per 2,5 miliardi di dollari.

È la seconda volta in due anni che la visita del Dalai Lama in Sud Africa viene bloccata: già nel 2009 lo Stato africano aveva negato al leader spirituale la possibilità di prendere parte a una conferenza di Premi Nobel per la Pace. I sostenitori del Dalai Lama hanno protestato fuori dal parlamento del Sudafrica dopo le dichiarazioni di Desmond Tutu che, rivolgendosi al presidente Jacob Zuma, ha aggiunto: “Il suo governo non mi rappresenta. Lei rappresenta solo i suoi interessi”.