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  • venerdì 30 Settembre 2011

Chi vincerà il Nobel per la pace?

L'anno scorso fare previsioni era più facile, vediamo che cosa può succedere tra una settimana quando sarà nominato il vincitore

Oggi il Comitato del Premio Nobel per la pace si riunisce per l’ultima volta per decidere a chi assegnare l’importante riconoscimento di quest’anno. Il nome della persona o dell’organizzazione premiata non sarà reso noto subito, ma il prossimo 7 ottobre. Come da tradizione, a una settimana dall’annuncio ufficiale iniziano a circolare voci e ipotesi su chi potrebbe ricevere il Nobel per la pace quest’anno. Secondo diversi esperti, il premio potrebbe andare a qualche protagonista delle rivolte nel mondo arabo, mentre altri pensano che potrebbe essere il turno di una personalità europea o di una delle istituzioni che si battono per la tutela dei diritti umani.

L’organizzazione del Premio Nobel non ha dato alcuna indicazione sui possibili candidati, in compenso ha confermato di aver ricevuto 241 candidature. Tra queste ci sono anche 53 organizzazioni. Il premio lo scorso anno fu assegnato all’attivista cinese Liu Xiaobo «per il suo impegno non violento a tutela dei diritti umani in Cina».

Primavera Araba
Uno o più protagonisti delle proteste e delle rivolte nel Nordafrica e nel Medio Oriente potrebbero ricevere il Nobel per la pace, dicono gli osservatori. I movimenti che hanno portato alla fine dei regimi autoritari in paesi come la Tunisia e l’Egitto sono nati dal basso, spesso senza grandi figure di riferimento e quindi potrebbe essere difficile identificare una singola persona da premiare. Una ipotesi è che il Nobel possa andare agli attivisti egiziani Abdel Fattah, Ahmed Maher per essere stati tra i fondatori del Movimento giovanile 6 aprile su Facebook a partire dalla primavera del 2008. Il loro impegno ha contribuito alla mobilitazione del paese e al conseguente scoppio delle rivolte, che ha infine spinto Hosni Mubarak ad abbandonare il potere.

Un altro possibile vincitore del premio potrebbe essere Wael Ghonim, il giovane blogger e responsabile del marketing di Google nel Medio Oriente che ha partecipato alle proteste di piazza Tahrir al Cairo. Per diversi giorni è diventato il punto di riferimento dei manifestanti, anche grazie a una sua bella intervista concessa dopo essere stato arrestato mentre si stava recando a manifestare.

Sul fronte della rivolta in Tunisia, il Nobel per la pace potrebbe andare a Lina Ben Mhenni, una attivista e blogger che aveva iniziato a criticare l’azione del governo tunisino prima delle proteste dello scorso dicembre. Sul proprio blog ha raccontato i giorni delle rivolte, diventando un punto di riferimento per centinaia di migliaia di manifestanti. La sua pagina Facebook intitolata “Tunisian Girl” ha raccolto migliaia di adesioni e la sua figura è stata raccontata dai media occidentali.

Sulla nomina di un personaggio o di un movimento protagonista della cosiddetta Primavera araba potrebbe influire il fatto che le candidature dovevano essere presentate entro il primo di febbraio. All’epoca la rivolta in Tunisia era al suo culmine, mentre quella in Egitto stava vivendo solamente i primi fermenti e le sue dimensioni non erano ancora chiare. C’è comunque da ricordare che durante la prima riunione i giurati hanno potuto indicare altre possibili candidature. L’incontro si è svolto il 28 di febbraio, in un momento in cui le proteste si erano ormai diffuse in altri paesi come lo Yemen, la Libia e il Bahrein. Il Comitato che si occupa di nominare il vincitore ha poi la possibilità di considerare gli eventi successivi alla ricezione delle nomine per fare la propria scelta.

Sima Samar
Il Nobel per la pace 2011 sarà annunciato il 7 ottobre, il giorno che segna anche i dieci anni dall’inizio della guerra in Afghanistan in risposta agli attacchi terroristici dell’11 settembre negli Stati Uniti. Il premio potrebbe andare all’attivista afgana Sima Samar, che si batte per i diritti delle donne nel paese ed è a capo della Indipendent Human Rights Commission.

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