Che aria tira in Grecia

Il paese è al terzo anno consecutivo di recessione, il governo ha introdotto una tassa straordinaria sugli immobili, la Germania studia l'ipotesi default

Il governo greco ha annunciato l’introduzione di un’imposta sulle proprietà immobiliari che già da quest’anno dovrebbe portare nelle casse dello Stato almeno due miliardi di euro. La somma è necessaria per ripagare parte del debito verso i creditori stranieri e ottenere così altro denaro in prestito. Il ministro delle Finanze Evangelos Venizelos ha detto che l’imposta patrimoniale resterà in vigore per i prossimi due anni. «Dovevamo trovare un provvedimento che fosse equo, accettato dalla società, che potesse essere implementato in fretta per produrre risultati altrettanto in fretta. L’unica misura che ha tutte queste caratteristiche è un’imposta patrimoniale straordinaria sugli immobili». L’imposta sarà pagata insieme alla bolletta dell’energia elettrica, 4 euro per metro quadrato.

All’inizio di questo mese i colloqui tra la Grecia, la Commissione Europea, il Fondo Monetario Internazionale e la Banca Centrale Europea erano stati sospesi. Si discuteva dell’invio di nuovi capitali in prestito, senza i quali il governo greco finirebbe a corto di denaro nel giro di poche settimane. Oltre all’introduzione dell’imposta patrimoniale, il governo ha anticipato all’inizio di ottobre il voto sulla manovra finanziaria 2012, che solitamente avviene a dicembre e ha adottato simbolicamente il taglio degli stipendi di tutti i membri del governo a tutti i livelli, dal presidente della Grecia ai 325 sindaci delle città, e ai membri del Parlamento. Il ministro delle Finanze ha detto che l’economia greca, arrivata al suo terzo anno di recessione consecutiva, quest’anno si contrarrà del 5,3 per cento.

Intanto ieri il ministro tedesco dell’Economia, Philipp Rosler, ha aperto alla possibilità di far andare la Grecia in bancarotta. «Non ci possono essere idee proibite e tra quelle in campo c’è, necessariamente, anche una insolvenza ordinata della Grecia». Il concetto è meglio articolato su un articolo pubblicato oggi su Die Welt. Sempre ieri lo Spiegel ha raccontato che il ministro tedesco delle Finanze, Wolfgang Schäuble, ha chiesto ai funzionari del suo ministero di valutare gli scenari che si verrebbero a creare in caso di default della Grecia. Due in particolare: quello in cui la Grecia rimane nell’euro nonostante la bancarotta, quello in cui la Grecia abbandona l’euro e torna a usare la dracma.

foto: SAKIS MITROLIDIS/AFP/Getty Images

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