• Mondo
  • lunedì 29 Agosto 2011

I bunker degli altri

Sono solitamente i luoghi in cui i dittatori assistono alle ultime ore dei loro regimi: una breve raccolta dei covi più famosi da Gheddafi a Hitler

Il colonnello Muammar Gheddafi aveva a disposizione un bunker sotterraneo all’interno del complesso residenziale di Bab al-Aziziya. Molti dittatori prima di lui si sono dotati di fortificazioni sotterranee “personali”: l’albanese Enver Hoxha, per esempio, si fece costruire un numero enorme di bunker difensivi in cemento in tutto il paese, per difendersi da un’invasione che non avvenne mai, si stima che siano circa 700.000 costruiti tra il 1950 e il 1985 in un paese poco più esteso della Sicilia.

Di solito, i bunker vengono scoperti ed esplorati solo quando il dittatore cade e il suo palazzo viene occupato. Ecco perché, nella lista dei più celebri bunker del Novecento ci sono quelli di Gheddafi, Hitler e Saddam Hussein: ci sono diversi sospetti che simili costruzioni esistano anche in Corea del Nord, ma nessuna invasione ce ne ha fornito le immagini dall’interno.

Muammar Gheddafi
La zona del complesso residenziale di Bab al-Aziziya ha un diametro di circa quattro chilometri e si trova nella periferia occidentale di Tripoli. Era difesa da muri di cemento spessi tre metri, color verde oliva, e sorvegliata da torrette armate di mitragliatrici, una ogni cinquanta metri. All’interno, altre mura, spazi aperti e una serie di edifici residenziali dall’arredamento bizzarro.

Ma Bab al-Aziziya aveva anche diversi punti di accesso a un’ampia rete di tunnel sotterranei, che Gheddafi avrebbe usato anche per allontanarsi dal complesso e raggiungere altre zone della città. I ribelli, dopo la conquista della zona residenziale del colonnello e della sua famiglia, hanno iniziato ad esplorarli. Anche in altre aree del paese, sotto i palazzi che appartenevano a Gheddafi, sono stati trovati bunker sotterranei.

Saddam Hussein
Il centro di comando militare di Saddam Hussein era situato in un enorme complesso sotterraneo, situato venti metri sottoterra sotto un palazzo di Baghdad, e progettato per resistere a una bomba atomica che esplodesse a 200 metri di distanza.

Le bombe e i missili statunitensi, durante l’invasione dell’Iraq, non riuscirono a colpire il bunker, che diversamente dagli ambienti claustrofobici dell’ultimo rifugio di Hitler conteneva ampie sale e aveva interni molto lussuosi. Ciò che ne rimase dopo la guerra si può vedere in un servizio fotografico del New York Times. Saddam Hussein aveva fatto costruire numerosi altri rifugi sotterranei in giro per l’Iraq (ad esempio vicino alla sua città natale, Tikrit) e fu trovato dalle forze armate statunitensi, per ironia della sorte, proprio in una buca del terreno vicino a una fattoria irachena.

Adolf Hitler
Adolf Hitler era un amante delle basi fortificate, tanto da farne costruire moltissime, sparse in tutta Europa, da cui potesse guidare le avanzate militari. Tutte avevano nomi cupi ed evocativi: il “Forte del lupo”, il suo centro di comando nella Prussia Orientale, il “Nido dell’aquila” nelle montagne bavaresi, la “Difesa del lupo” in una foresta di pini vicino a Vinnytsia, in Ucraina.

Il più celebre è sicuramente il bunker di Berlino, il cosiddetto Führerbunker, costruito sotto i palazzi della nuova Cancelleria del Reich. Qui Hitler si trasferì nel gennaio del 1945 e visse gli ultimi giorni della Seconda Guerra Mondiale nell’atmosfera di crescente isolamento e distacco dalla realtà descritta da libri e film come il recente La Caduta. Dopo la guerra, l’area (che faceva parte di Berlino est) venne parzialmente demolita e quasi completamente distrutta durante i lavori di risistemazione della zona dopo la riunificazione della città. Oggi il luogo del bunker è ricordato solo da una targa non ufficiale posta nel 2006.

Bunker democratici
Bisogna ricordare, però, che la costruzione di rifugi sotterranei per la sicurezza dei capi di stato e dei governi non è, e non è mai stata, un’esclusiva dei dittatori. Durante la Seconda Guerra Mondiale, Winston Churchill aveva a disposizione un complesso di costruzioni sotterranee, le Stanze del Gabinetto di Guerra, che si trovavano sotto l’edificio del ministero del Tesoro a Whitehall, nella zona di Westminster. Inaugurate nell’agosto del 1939, pochi giorni prima dell’inizio della guerra, oggi sono un museo.

La Guerra Fredda ha prodotto un fiorire di bunker al di qua e al di là della Cortina di Ferro: molti sono stati successivamente dismessi, ma ancora oggi, negli Stati Uniti, diverse località sono note per ospitare complessi sotterranei di sicurezza su cui il governo non rilascia dichiarazioni ufficiali. Il loro utilizzo sembra essere tornato di attualità negli ultimi dieci anni, dopo gli attacchi dell’11 settembre e la crescita della minaccia terroristica: tra le più famose, Mount Weather, solo un’ora di macchina a ovest di Washington, DC, e Raven Rock, in Virginia.