Le foto della costruzione del muro di Berlino

Iniziò il 13 agosto 1961, e solo due mesi prima il presidente della Germania Est aveva detto che «nessuno ha intenzione di costruire un muro»

Il 13 agosto 1961 iniziò a Berlino la costruzione del muro che avrebbe diviso la città per 28 anni durante il difficile periodo della Guerra Fredda. La Repubblica Democratica Tedesca (Germania Est, la DDR) aveva deciso di costruire una barriera di cemento alta circa tre metri per separare la sua capitale, Berlino Est, dalla enclave della Repubblica Federale di Germania (Germania Ovest) di Berlino Ovest che si trovava nel territorio della DDR.

La divisione di Berlino era stata decisa dopo la fine della Seconda guerra mondiale. Nel corso della conferenza di Jalta si decise che la città fosse organizzata in quattro settori amministrati da Francia, Regno Unito, Stati Uniti d’America e Unione Sovietica. L’area più estesa era quella sovietica, mentre negli anni seguenti i tre settori controllati dagli Stati occidentali divennero sostanzialmente una parte della Germania Ovest, circondata dai territori della DDR. Man mano che le tensioni tra Occidente e Unione Sovietica aumentavano, le possibilità per gli abitanti di Berlino di passare da Ovest a Est e viceversa diminuivano costantemente e nel 1952 fu decretata la chiusura del confine e i passaggi sottoposti a controlli molto severi.

Tra il 1949 e il 1961 circa 2,5 milioni di tedeschi dell’est passarono a Berlino Ovest, attratti dalle maggiori libertà e dalle condizioni di vita migliori. Per fermare questa emorragia verso occidente, la DDR decise di costruire un muro attorno ai settori occidentali nonostante nel giugno del 1961 il
capo di Stato della DDR, Walter Ulbricht, avesse smentito le voci che circolavano sulla possibile costruzione di una simile struttura. I lavori iniziarono nella notte tra il 12 e il 13 agosto con l’installazione di palizzate e filo spinato, cui seguirono nel tempo rinforzi più poderosi con blocchi di cemento alti circa tre metri per formare un muro vero e proprio. La struttura isolò completamente i settori occidentali, rendendoli una enclave all’interno della Germania Est. Il sistema consentì alla DDR di rendere marginali i flussi di professionisti e lavoratori specializzati verso ovest: dai due milioni e mezzo di migrazioni tra il 1949 e il 1961 si passò ad appena cinquemila trasferimenti – buona parte clandestini – tra il 1962 e il 1989, l’anno della fine della Cortina di Ferro.

Il muro era lungo 155 chilometri e negli anni successivi furono studiati sistemi e migliorie per renderlo sempre più impenetrabile e facilmente controllabile, con torrette di avvistamento e posti di blocco. Nel momento di massima estensione, il muro era costellato da 302 torri di avvistamento sulle quali montavano la guardia centinaia di cecchini, pronti a sparare a chi si avvicinava alla struttura per cercare di superarla. Si stima che oltre duecento persone siano state uccise dalle guardie mentre provavano a fuggire verso Berlino Ovest. In cinquemila circa riuscirono a varcare il confine utilizzando bagagliai con il doppio fondo, tunnel scavati al di sotto del muro e altri stratagemmi creativi per evitare i colpi dei cecchini.

Il muro concluse la propria storia il 9 novembre del 1989 in seguito al progressivo sfaldamento della Cortina di Ferro, la linea di confine che idealmente divideva l’Europa tra blocco occidentale e sovietico, iniziato con la rimozione da parte dell’Ungheria delle restrizioni al confine con l’Austria. Nel corso di una conferenza stampa, il ministro della Propaganda della DDR, Günter Schabowski, disse che la decisione del nuovo governo di concedere permessi per muoversi liberamente nella Germania Ovest era da subito esecutivo. Il ministro avrebbe dovuto specificare che sarebbe diventato esecutivo nei giorni seguenti per consentire alle autorità di confine di gestire le richieste, ma era male informato e sancì di fatto la fine della divisione in città. Migliaia di persone scesero per le strade di Berlino superando i posti di blocco aperti dalle guardie e ricongiungendosi con amici e parenti. Nei giorni seguenti iniziò lo smantellamento del muro seguito da quello della DDR: il 3 ottobre del 1990 la Germania fu riunificata ufficialmente.