• Mondo
  • martedì 26 Luglio 2011

BP ricomincia a guadagnare

A un anno dal disastro ambientale nel golfo del Messico la società petrolifera ha annunciato profitti per 5,3 miliardi di dollari

L’azienda petrolifera BP ha annunciato profitti per 5,3 miliardi di dollari nel secondo trimestre del 2011. Nello stesso periodo dell’anno scorso la BP aveva dichiarato perdite per 16,9 miliardi di dollari, soprattutto a causa del denaro speso per contenere e fermare del tutto la perdita di petrolio nelle acque del golfo del Messico, nonché per i conseguenti risarcimenti e indennizzi a fondo perduto. I profitti sono stati ottenuti principalmente a causa dell’aumento dei prezzi del petrolio, e nonostante un calo dell’11 per cento della produzione. L’amministratore delegato Bob Budley ha detto alla CNN che l’azienda oggi è “stabilizzata e rinforzata. Abbiamo stretto nuovi accordi esplorativi in giro per il mondo, siamo tornati in gioco”.

Il 20 aprile del 2010 cominciava quello che sarebbe diventato il disastro ambientale più grave della storia degli Stati Uniti. Un’esplosione sulla piattaforma petrolifera Deepwater Horizon, della società BP, causava una falla a oltre un chilometro e mezzo di profondità e uno sversamento di petrolio nelle acque del Golfo del Messico. Dopo vari tentativi, tutti falliti, la falla è stata fermata soltanto dopo 106 giorni, il 4 agosto, dopo che in mare erano finiti qualcosa come 4,9 milioni di barili di petrolio. Oggi la situazione nell’area è migliorata: alcune spiagge hanno riaperto al pubblico – altre non avevano mai chiuso – e il turismo si sta lentamente riprendendo; i pescatori stanno tornando al lavoro, anche se alcuni mercati come quello delle ostriche sono stati enormemente danneggiati. Alcune zone invece, soprattutto le lagune della Louisiana, continuano ad avere numerosi problemi: le spiagge sono disseminate di grumi di petrolio e catrame, mentre l’acqua del mare è inquinata da una sostanza mista di petrolio e solventi che è molto nociva non solo per gli animali (gabbiani, pesci, tartarughe, granchi continuano a morire) ma anche per le persone. Molti abitanti e soccorritori hanno denunciato gravi disturbi alla salute, come scompensi alla tiroide, problemi respiratori e polipi sulla pelle.