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Gli scontri No TAV in Val di Susa

La manifestazione è degenerata nell'area del cantiere della Maddalena, la Questura di Torino parla di almeno 76 agenti feriti

Gli ultimi aggiornamenti, inviati da Maurizio Tropeano e pubblicati sulla Stampa.

17.30 I blocchi stradali
Da alcuni minuti è in corso un blocco sulla statale 24 all’altezza di Chiomonte

17.25 Manifestazione chiusa
Il movimento “No Tav” chiude ufficialmente la manifestazione contro il cantiere dell’alta velocità e si appresta a rientrare attraverso i sentieri nei boschi. «Torneremo», annunciano però i leader della protesta.

17.20 Il bilancio dei feriti
La questura di Torino rende noto che continua a salire il numero dei feriti, tra le forze dell’ordine, a causa degli scontri con i manifestanti No Tav. In una nota stampa diffusa nel pomeriggio si fa sapere che sono «76 i feriti finora registrati tra le forze dell’ordine (59 Polizia di Stato, 9 Carabinieri, 8 Guardia di Finanza).

17.14 I violenti “isolati”
Alla centrale elettrica fitto lancio di lacrimogeni per contrastare un gruppo di 150-200 antagonisti. Lo scontro è durissimo, ma la gran parte della gente sta risalendo la strada che porta a Chiomonte

17.12 “Nessun proiettile di gomma”
Mentre proseguono gli scontri in valle di Susa, nei pressi del cantiere Tav di Chiomonte località La Maddalena, la Questura di Torino esclude categoricamente di aver sparato proiettili di gomma contro gli antagonisti, che da stamattina stanno tentando di forzare le recinzioni del cantiere installato lunedì scorso.

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Sulla Stampa, Maurizio Tropeano racconta che cosa sta succedendo in queste ore in Val di Susa, dove sono iniziate nuove proteste dopo i duri scontri di lunedì scorso per l’apertura di uno dei cantieri dell’alta velocità.

Non sono neanche le 9 quando a Exilles comincia a muoversi il popolo No Tav che oggi darà l’assedio al cantiere blindato della Torino-Lione. Di prima mattina sono arrivati i primi pullman dei manifestanti al concentramento dove ci sono anche tutti i 23 sindaci della Bassa Valsusa che sfileranno con le fasce tricolore insieme a migliaia – si prevede – di oppositori al progetto dell’alta velocità.

Da Susa continuano a partire gli autobus provenienti da tutta Italia, anche dal Veneto, diretti al cuore della manifestazione nazionale. Il corteo sarà diretto prima alla centrale elettrica sulla strada dell’Avanà e poi a Chimonte, dove intorno alle 12 ci sarà il comizio dei primi cittadini. In contemporanea, a Giaglione, sono chiamati a raccolta tutti i valsusini: da lì partirà il vero «assedio» ai boschi nei pressi del cantiere, in cui a partire da settembre arriverà la talpa per l’avvio dei lavori del tunnel geognostico. È annunciato l’arrivo di Beppe Grillo, che probabilmente non sfilerà ma alle 13 dovrebbe fare un comizio sotto la centrale elettrica.

Quello che si presenta è un «popolo No Tav» variegato e pacifico, in cui spiccano numerose famiglie. Tra le forze dell’ordine, comunque, cresce la preoccupazione per l’evoluzione del corso della giornata: si teme soprattutto la reazione dell’area antagonista, ma anche di una parte della gente della Valle che ha intenzione di «andare oltre» la mobilitazione di oggi per dare un segnale chiaro e definitivo. Due sono i punti in cui l’allerta è maggiore: il sentiero che dalla galleria di Ramat scende verso il cantiere e la parte bassa dell’area della centrale elettrica, dove da poco è stato montato un nuovo presidio degli attivisti. Qui, si temono disordini tra gli agenti e i manifestanti.

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