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  • Lunedì 13 giugno 2011

La nuova Guida dell’FBI

Le nuove regole danno più poteri agli agenti e riducono i controlli interni, ma non piacciono agli attivisti dei diritti civili

Il Federal Bureau of Investigation (FBI) sta per pubblicare una nuova versione della Domestic Investigations and Operations Guide, il manuale che gli oltre 14mila agenti federali devono seguire quando compiono le loro indagini. La nuova edizione dà più poteri agli agenti e prevede procedure semplificate per effettuare ricerche nei documenti personali degli indagati e per la loro sorveglianza. Le anticipazioni sulla nuova Guida sono state ottenute dal New York Times grazie alla collaborazione di alcuni ex funzionari dell’FBI, che hanno partecipato alla stesura e alla revisione del manuale.

Alcune delle modifiche più importanti interessano le “valutazioni”, la categoria più bassa di indagine creata nel dicembre del 2008 ancora sotto l’amministrazione di George W. Bush. Le valutazioni permettono agli agenti di cercare informazioni che interessano persone od organizzazioni senza che ci siano prove chiare di attività terroristiche o criminali, cercando così di anticiparle ancor prima che siano messe insieme. Per avviare una valutazione è necessario preparare una richiesta e ottenere il via libera dal proprio responsabile del Bureau, ma con le regole del nuovo manuale questo passaggio non sarà probabilmente più necessario: gli agenti potranno avviare le loro ricerche senza dover fare alcun rapporto sulla loro decisione.

Secondo Michael German, un ex agente dell’FBI che ora si occupa del gruppo American Civil Liberties Union, il cambiamento nel manuale renderà molto più difficile l’identificazione dei comportamenti scorretti o inappropriati da parte di chi lavora nel Bureau, perché molte delle loro valutazioni non saranno registrate. Molti potrebbero utilizzare questo potere per fare ricerche personali, che non c’entrano nulla con le indagini di cui si stanno occupando. Valerie E. Caproni, il consulente legale generale dell’FBI, dice che le nuove regole faciliteranno il lavoro agli agenti, che fino a ora erano costretti a perdere molto tempo prima di poter ricevere un permesso per fare un rapido controllo e che le loro azioni rimangono comunque tracciate.

La nuova versione della Guida semplifica anche altre procedure che interessano i test della verità e la ricerca di prove o indizi nella spazzatura. Le regole che sono in vigore ora impongono l’apertura di una indagine preliminare per fare queste cose, e dunque la presenza di indizi o prove concrete che giustifichino tali attività. Grazie alle nuove regole, gli agenti potranno usare questi metodi anche nella fase di valutazione, ma solo per quanto riguarda i potenziali nuovi informatori. A chi conduce le indagini, la ricerca nella spazzatura può tornare utile per fare pressioni e ottenere così la collaborazione di chi è sotto osservazione. Secondo Caproni, la raccolta di informazioni in quel modo può anche rivelarsi utile per gli agenti che vogliono capire se i potenziali informatori possano costituire una minaccia per la loro incolumità.

Il manuale introduce anche alcune novità sulle squadre incaricate di eseguire i pedinamenti. Le regole del 2008 prevedono che queste squadre possano essere impegnate una sola volta nel corso delle valutazioni, mentre le norme previste dalla nuova versione rendono possibili più operazioni di sorveglianza nel corso di una singola valutazione. Il personale del Bureau è comunque sotto organico in molte aree degli Stati Uniti, spiega Caproni, e spetterà quindi ai supervisori decidere in quali circostanze utilizzare o meno questo genere di squadre e per un tempo limitato.

C’è anche un cambiamento che rende più strette le regole, anche se non sembra essere questo grande inasprimento. Un agente speciale con le attuali norme ha la possibilità di far intervenire l’autorità giudiziaria per ottenere il via libera per mandare un informatore a una funzione religiosa. La nuova edizione della guida prevede che sia lo stesso agente ad assumersi questa responsabilità.

Infine, ci sono anche nuove regole per le “indagini su questioni sensibili”, ovvero quel tipo di indagini che coinvolgono pubblici ufficiali, persone che lavorano nei media o di particolare rilievo e che richiedono maggior attenzione da parte dei supervisori. Se questo genere di persone sono vittime o testimoni, e quindi non un obiettivo delle indagini, non sarà più necessario lo stretto controllo da parte di un supervisore. Oltre ai giornalisti e agli accademici, anche i blogger di rilievo potranno ricevere maggiore protezione e più tutele da parte dell’FBI nel corso delle indagini.

Attivisti e associazioni a tutela della privacy e dei diritti civili temono che le nuove regole possano portare ad altre storture, come quelle emerse a partire dal 2008 quando fu pubblicato il nuovo manuale. Da quando è stata istituita la categoria delle valutazioni, per esempio, si è registrato un aumento considerevole di indagini proattive che nella maggior parte dei casi non hanno mai portato all’apertura di casi degni di nota.