Gli arresti per calcio e scommesse

Sedici persone sono state arrestate per associazione a delinquere e frode in competizioni sportive: tra questi Beppe Signori

Sedici persone sono state arrestate oggi nell’ambito di un’inchiesta della procura di Cremona per associazione a delinquere finalizzata alla truffa e frode in competizioni sportive. Tra questi ci sarebbero ex calciatori di Serie A, calciatori di Serie B e altre serie minori e dirigenti sportivi. E sembra che uno di questi sia Giuseppe Signori, ex calciatore di Foggia, Lazio e Bologna, nonché della Nazionale.

Ritorna l’ombra del calcio-scommesse. Sedici persone, tra cui ex giocatori di serie A, calciatori di serie B e Lega Pro, ancora in attività e dirigenti di società di Lega Pro, sono stati arrestati dalla polizia a conclusione di un’indagine sul calcio scommesse condotta dalla squadra mobile di Cremona e coordinata dal Servizio centrale operativo. Dall’inchiesta è emerso che gli arrestati avrebbero fortemente condizionato negli ultimi mesi il risultato di alcuni incontri dei campionati di serie B e di Lega Pro. Nei loro confronti la magistratura di Cremona ha emesso sette ordinanze di custodia cautelare in carcere e nove agli arresti domiciliari. Per tutti le accuse sono associazione a delinquere finalizzata alla truffa e alla frode in competizioni sportive. Secondo gli investigatori l’organizzazione criminale si assicurava affari fino a diverse centinaia di migliaia di euro a partita.

I FERMATI – Tra gli arrestati vi sono anche titolari di agenzie di scommesse e liberi professionisti, mentre gli indagati a piede libero sarebbero in tutto 28. Gli arresti sono stati eseguiti dagli uomini della polizia a Bari, Como, Bologna, Rimini, Pescara, Ancona, Ascoli, Ravenna, Benevento, Roma, Torino, Napoli e Ferrara. Nel corso dell’operazione sono state eseguite anche una serie di perquisizioni nelle abitazioni degli indagati, in alcune ricevitorie e presso uno studio di commercialisti che avrebbero consentito di acquisire ulteriori elementi utili alle indagini.

(continua a leggere sul Corriere della Sera)

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