• Mondo
  • martedì 10 maggio 2011

Le dighe della Patagonia

Il governo cileno sta per approvare la costruzione di un enorme impianto idroelettrico nel nord della regione

Il governo cileno sta per approvare la costruzione di un enorme sistema di dighe che servirà ad aumentare la produzione di energia elettrica per tutto il Paese, ma rischierà di danneggiare pesantemente alcune delle più incontaminate valli della Patagonia.

Il Cile è il maggiore produttore mondiale di rame e sta cercando di diversificare le sue fonti di energia elettrica per tenere il passo dei suoi ritmi di crescita. Il progetto della HydroAysen vale oltre tre miliardi di dollari e prevede la costruzione di cinque diverse dighe nei fiumi Baker e Pascua, nella regione Aisen, nel nord della Patagonia.

Gli ambientalisti sostengono che le dighe distruggeranno ettari di terreni incontaminati mettendo a repentaglio la sopravvivenza di molte specie. Secondo le loro previsioni, circa seimila ettari di foreste della Patagonia saranno distrutti per fare posto alle dighe. Lunedì c’è già stato il via libera dalla agenzia regionale che si occupa della valutazione dell’impatto ambientale dei progetti per quella zona. Nei prossimi giorni è attesa la decisione ufficiale del governo. Il nuovo impianto idroelettrico potrebbe coprire un terzo del fabbisogno energetico del Cile.

Abbonati al

Dal 2010 gli articoli del Post sono sempre stati gratuiti e accessibili a tutti, e lo resteranno: perché ogni lettore in più è una persona che sa delle cose in più, e migliora il mondo.

E dal 2010 il Post ha fatto molte cose ma vuole farne ancora, e di nuove.
Puoi darci una mano abbonandoti ai servizi tutti per te del Post. Per cominciare: la famosa newsletter quotidiana, il sito senza banner pubblicitari, la libertà di commentare gli articoli.

È un modo per aiutare, è un modo per avere ancora di più dal Post. È un modo per esserci, quando ci si conta.