• Mondo
  • giovedì 5 Maggio 2011

Il nuovo racconto dell’attacco contro bin Laden

Solo un uomo ha sparato contro i Navy Seals, scrive il New York Times

Un articolo pubblicato oggi sul New York Times fornisce qualche nuovo dettaglio riguardo il blitz dei Navy Seals che ha portato alla morte di Osama bin Laden ad Abbottabad, in Pakistan. Secondo la nuova ricostruzione l’assalto delle forze speciali, per quanto caotico e sanguinoso, è stato piuttosto unilaterale: oltre venti soldati americani si sono sbarazzati velocemente della manciata di uomini che proteggeva Osama bin Laden.

Funzionari dell’amministrazione hanno detto che soltanto all’inizio dell’operazione le forze speciali sono state attaccate, quando il corriere di Osama bin Laden, Abu Ahmed al-Kuwaiti, ha aperto il fuoco da dietro la porta di una dependance adiacente alla casa dove si nascondeva il leader di Al Qaida. I Navy Seals hanno ucciso allora Kuwaiti e una donna che si trovava con lui, e da quel momento non sono più stati oggetto di colpi di arma da fuoco.

Questo resoconto, fornito al New York Times da alcuni funzionari dell’amministrazione, diverge da quanto fornito martedì dal portavoce della Casa Bianca, secondo cui i Navy Seals “sono stati coinvolti in una sparatoria durante l’operazione”. Leon Panetta, il direttore della CIA, in un’intervista alla PBS ha detto che “c’è stata qualche sparatoria durante l’operazione all’interno dell’edificio”.

Le fonti del New York Times hanno detto che, dal momento che le forze speciali sono state sotto attacco appena arrivate nell’edificio, hanno dato per scontato che ogni altra persona sul posto fosse armata o comunque da considerarsi ostile e pericolosa.

Una volta entrato nell’edificio, il commando ha visto il fratello del corriere che si stava preparando a usare un’arma. Gli hanno sparato e lo hanno ucciso. Successivamente, mentre si aprivano la strada verso i piani superiori dell’edificio, hanno ucciso un figlio di bin Laden, Khalid, che si stava lanciando addosso ai membri delle forze speciali americane. Al piano più alto i Navy Seals sono entrati in una stanza: lì hanno visto Osama bin Laden con un fucile AK-47 e una pistola Makarov a portata di mano. Gli hanno sparato e lo hanno ucciso, ferendo una donna che era con lui.

Con la sparatoria conclusa e bin Laden morto, le forze speciali hanno raccolto vario materiale, sequestrando circa un centinaio tra penne USB e DVD, dieci hard disk e cinque computer, nonché alcune pile di documenti in formato cartaceo. La Casa Bianca ha deciso di non fornire ulteriori dettagli riguardo l’operazione, dicendo che ogni informazione in più rispetto a quelle già date potrebbe compromettere la possibilità dei militari di portare avanti simili operazioni in futuro.

foto: AAMIR QURESHI/AFP/Getty Images