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  • venerdì 22 Aprile 2011

A che punto è la guerra in Libia

Gli Stati Uniti hanno autorizzato l'uso dei droni, i caccia senza pilota

La NATO si prepara a intensificare i bombardamenti sui siti militari a Tripoli

Il presidente statunitense Barack Obama ha approvato l’uso di droni armati in Libia, autorizzando bombardamenti americani su suolo libico per la prima volta da quando le forze degli Stati Uniti hanno passato alla NATO il comando dell’operazione. Secondo molti osservatori, il segnale mostra la volontà degli Stati Uniti di impedire che la situazione in Libia entri in una pericolosa e duratura fase di stallo.

I droni sono aerei da combattimento senza pilota e guidati a distanza. Il ministro della Difesa, Bob Gates, ha detto ieri che in questi giorni i droni erano stati utilizzati solo per i pattugliamenti. Il generale dei marines James Cartwright, vicecapo di Stato Maggiore, ha detto che i droni possono essere utili per impedire a Gheddafi e alle sue forze di mescolarsi tra i civili. «I droni hanno una capacità unica, in un conflitto come questo, cioè quella di scendere molto in basso, così da avere migliore visibilità sugli obiettivi e distinguerli meglio: sono fatti per essere usati nelle aree urbane». Uno dei maggiori problemi a cui è incorsa l’operazione militare internazionale, infatti, ha a che fare con l’intervento in aree urbane densamente popolate in cui i militari di Gheddafi si sono sparpagliati: come la città di Misurata, per esempio. I caccia pilotati da soldati non possono scendere molto in basso, per timore di essere abbattuti; i droni, invece, sono teleguidati.

Gli Stati Uniti, comunque, hanno precisato che questo non cambia il loro impegno militare nell’area: che vogliono rimanere defilati e lasciare alla NATO la guida delle operazioni. Inoltre, ha detto ieri Gates, il compito di rovesciare Gheddafi spetta soprattutto agli stessi ribelli libici. In ogni caso, “per quanto potrebbe volerci un po’ di tempo”, le sanzioni economiche, l’embargo e l’operazione militare hanno già molto indebolito l’esercito di Gheddafi e svuotato le sue casse. Nel lungo termine, questo comprometterà la possibilità di Gheddafi di tenere il passo delle forze di opposizione, se queste dovessero farsi di nuovo avanti. Anche perché le stesse forze di opposizione, intanto, stanno per ricevere aiuti: 25 milioni di dollari dagli Stati Uniti in assistenza militare (niente armi, però), stanno per partire istruttori militari anche dalla Francia e dall’Italia.

Ieri, intanto, i ribelli libici hanno conquistato un importante avamposto sul confine tra Libia e Tunisia, costringendo alla fuga i soldati di Gheddafi. A Misurata si continua a combattere e anche ieri le forze di Gheddafi hanno bombardato Misurata, l’unica roccaforte dei ribelli nella zona occidentale del paese, abitata da 300.000 persone. Questa notte si sono sentite diverse grosse esplosioni a Tripoli, a indicare un’intensificazione dei bombardamenti della NATO sui luoghi strategici del regime nella capitale libica. La NATO ha diffuso un messaggio invitando i civili a stare lontani dalle aree militari, lasciando intendere il prossimo inizio di una fase di bombardamenti più intensi sui siti di controllo e comunicazione delle forze militari fedeli al regime.

foto: Chris Hondros/Getty Images