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  • mercoledì 6 Aprile 2011

L’Abruzzo due anni dopo

A due anni dal terremoto del 6 aprile 2009, un po' di dati e qualche foto per capire a che punto siamo

Sono passati due anni esatti dal terremoto che ha colpito l’Abruzzo il 6 aprile del 2009, causando la morte di 309 persone, devastando il centro storico dell’Aquila e distruggendo molti altri centri nelle vicinanze. Lo scorso settembre avevamo pubblicato un reportage fotografico di Paolo Virzì, che raccontava la situazione nel centro dell’Aquila, chiuso e in rovina. Oggi proviamo a raccontarvi come le cose sono cambiate negli ultimi mesi, con l’aiuto di alcune foto scattate dalle persone che hanno visitato le zone colpite dal terremoto e hanno condiviso le loro immagini su Flickr.

Case
Secondo la Struttura per la Gestione dell’Emergenza le persone assistite nei comuni colpiti dal terremoto sono quasi 38.000, 15.000 in meno di un anno fa. Le persone che si trovano ancora in alloggi a carico dello Stato sono quasi 23.000: di queste, circa 13.000 usufruiscono dei contributi statali – 200 euro al mese a persona, più o meno – mentre un migliaio vive negli alberghi o nelle caserme. Secondo i dati forniti oggi dal presidente dell’Abruzzo, Gianni Chiodi, le persone che usufruiscono del Progetto CASE – le abitazioni antisismiche costruite dalla Protezione Civile – sono 14.000. Secondo un rapporto delle Camere di Commercio d’Abruzzo il calo demografico è stato basso, pari a 700 persone su 75.000 residenti. Gli iscritti all’università dell’Aquila sono 23.000, 2.000 in meno di quelli del 2009.

Macerie
Stabilire la quantità di detriti ancora accumulati per le strade dell’Aquila non è facile, ma di certo sono molte. Repubblica parla di quasi 3 milioni di metri cubi e riporta che ieri Berlusconi ha firmato un’ordinanza per rimuovere le macerie: verranno investiti 20 milioni di euro di fondi pubblici e l’operazione sarà condotta dall’esercito. Da tempo alcuni cittadini dell’Aquila si sono organizzati nel cosiddetto “popolo delle carriole”, che nato come un movimento di protesta si è dato poi da fare per sgomberare alcune piazze e strade dalle macerie.

Ricostruzione
La ricostruzione procede lentamente, soprattutto nei piccoli centri. Il primo anno è stato dedicato ad affrontare l’emergenza e a mettere in sicurezza gli edifici. Nel 2010 è iniziata la fase di progettazione dei nuovi edifici e i lavori potranno iniziare soltanto quando i comuni avranno presentato i vari piani di ricostruzione. Al momento, all’Aquila è stato presentato circa il 30 per cento dei progetti per i nuovi edifici. Il sito del Commissario per la ricostruzione riporta che le abitazioni B e C – quelle meno danneggiate – sono state quasi del tutto riparate, mentre la scorsa settimana è stato raggiunto l’accordo tra professionisti, Comuni e Struttura tecnica di missione per la ricostruzione delle case E, quelle più danneggiate.