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  • mercoledì 30 Marzo 2011

In Birmania è tutto come prima

Thein Sein è il primo civile a ricoprire la carica di presidente dopo quasi cinquant’anni di regime militare

Il partito del premio Nobel per la pace Aung San Suu Kyi non è rappresentato in Parlamento

La Birmania ha sciolto la giunta militare che governava il paese dal 1962 e insediato un nuovo presidente, Thein Sein.  L’ex primo ministro era stato eletto lo scorso febbraio dal Parlamento, che si era riunito per la prima volta dopo circa vent’anni in seguito alle elezioni del novembre 2010. Sein è il primo civile a ricoprire la carica di presidente dopo quasi cinquant’anni di regime gestito dai vertici militari.

L’elezione del nuovo capo di stato non cambia molto le cose per la Birmania: per oltre dieci anni Sein ha fatto parte della giunta militare alla guida del paese e si era dimesso appositamente dalla carica di generale per poter partecipare alle elezioni di novembre nel Partito Unitario per la Solidarietà e lo Sviluppo (USDP) sostenuto dall’esercito. Sein è considerato uno degli uomini più fedeli di Than Shwe, il generale che ha controllato la giunta e il paese dal 1992 a oggi e che secondo gli osservatori internazionali continuerà di fatto a controllare il paese da una posizione più defilata.

Oltre a Thein Sein, lo scorso novembre un’altra ventina di generali e ufficiali dell’esercito avevano lasciato i loro incarichi per poter partecipare alle elezioni e garantire così alla giunta di continuare a controllare il paese attraverso il nuovo parlamento. I due vicepresidenti nominati insieme a Sein sono Tin Aung Myint Oo e Sai Mauk Kham. Il primo era uno dei cinque più importanti generali del regime militare, mentre il secondo non aveva ricoperto incarichi politici di rilievo prima dell’elezione. Il partito del premio Nobel per la pace Aung San Suu Kyi, che vinse le elezioni nel 1990, ma che non ha mai potuto governare, non è rappresentato in parlamento perché di fatto non ha potuto partecipare alle elezioni di novembre.