• Italia
  • sabato 12 febbraio 2011

La nuova emergenza di Lampedusa

Un'imbarcazione è affondata a largo della Tunisia, sull'isola sono arrivate oltre duemila persone

Il Centro di Permanenza Temporanea resta chiuso, le persone vengono trasferite a Bari e Crotone

Un’imbarcazione carica di tunisini diretti a Lampedusa è affondata nelle acque del golfo di Gabesa, a largo della costa della Tunisia, dopo essersi spezzata in due per il sovraccarico. Un giovane è morto e uno è al momento disperso, ma le autorità dicono che il numero delle vittime potrebbe salire.

Il Consiglio dei Ministri oggi si è riunito a Palazzo Chigi e ha dichiarato lo stato di emergenza umanitaria in seguito dell’eccezionale afflusso degli ultimi giorni di cittadini provenienti dai paesi nordafricani. A Lampedusa sono sbarcate altri trecento persone soltanto questa notte, ieri ne erano arrivati oltre 1.500. Gli immigrati parlano di altri barconi in arrivo e descrivono una situazione fuori da ogni controllo nei porti del sud della Tunisia, soprattutto a Sfax, dove i pescherecci imbarcano chiunque sia disposto a pagare cifre che vanno da 2.000 a 2.500 dollari.

Le autorità per il momento non hanno consentito la riapertura del Centro di Permanenza Temporanea presente sull’isola e le persone hanno passato la notte abbandonate sul molo, in attesa di essere portati da qualche altra parte. Oltre la metà sono già stati trasferiti in nave e con alcuni aerei in altri Cpt a Bari e Crotone. Il ponte aereo proseguirà ininterrottamente per tutta la giornata di oggi, a meno che il Viminale non decida di cedere e riaprire il centro di accoglienza di contrada Imbriacola che è perfettamente funzionante ma resta chiuso. Altre otto imbarcazioni di varia grandezza sarebbero già dirette verso l’isola, distanti solo una quarantina di miglia.

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