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  • lunedì 6 Dicembre 2010

“Il Qatar usa Al Jazeera come strumento di contrattazione”

Lo dice un rapporto dell'ambasciata americana ottenuto da Wikileaks

Il governo del Qatar non ha commentato il documento, il network ha risposto negando le accuse

Il Guardian ha pubblicato un rapporto dell’ambasciata statunitense, ottenuto da Wikileaks, che accusa il Qatar di usare il canale televisivo Al Jazeera come strumento di contrattazione. Al Jazeera, che da sempre afferma la propria indipendenza, simbolo della libertà di stampa e di parola in Qatar, ha risposto smentendo le accuse.

Il rapporto, intitolato proprio “Il Qatar usa Al Jazeera come strumento di contrattazione”, è classificato come “segreto”, è firmato direttamente dall’ambasciatore USA Joseph E. LeBaron ed è datato novembre 2009. L’ambasciatore scrive che il Qatar negozierebbe — o tenterebbe di negoziare — con i paesi mediorientali e con gli stessi Stati Uniti garantendo minore o maggiore copertura di una notizia in cambio di concessioni e favori. La notizia, scrive il Guardian, metterà in imbarazzo il governo del Qatar, che solo pochi giorni fa ha vinto la gara per aggiudicarsi l’organizzazione dei mondiali di calcio 2022.

Fondata nel 1996 a Doha, in Qatar, Al Jaazera viene considerata la più libera fonte di informazione mediorientale. Ma, secondo il rapporto, il controllo diretto del governo del Qatar l’avrebbe fatta diventare “parte del dialogo bilaterale — in cui ha avuto effetti positivi nei rapporti tra Qatar, Arabia Saudita, Giordania, Siria e altri paesi.” Un rapporto dello scorso febbraio si concentra sui rapporti tra Qatar e Arabia Saudita, che sarebbero decisamente migliorati dopo la diminuzione delle critiche alla famiglia reale Saudita su Al Jazeera. Un altro rapporto contraddice invece la libertà di stampa di cui il Qatar si è sempre fatto vanto: “Il governo del Qatar afferma di essere una delle nazioni che garantisce maggiore libertà di stampa fuori dal paese, ma di solito non la tollera in patria”, scrive l’ambasciatore in seguito alle dimissioni del direttore francese del Centro di Doha per la Libertà dei Media per le limitazioni che arrivavano al centro dall’alto.

I documenti citano poi un caso in particolare: Sheikh Hamad, l’emiro del Qatar, avrebbe parlato a John Kerry di una negoziazione con il presidente egiziano Hosni Mubarak, a cui avrebbe promesso di fermare la trasmissione di Al Jazeera in Egitto in cambio di un ripensamento della sua posizione sulla questione israelo-palestinese. “Hamad avrebbe detto a Mubarak di ‘voler bloccare Al Jazeera per un anno’ se avesse accettato di dare una sistemazione permanente ai palestinesi. Secondo Hamad, Mubarak si rifiutò di rispondere”.

Nei rapporti si legge che anche gli Stati Uniti avrebbero beneficiato di questo meccanismo. “Prove, confermate da ex membri del direttorio di Al Jazeera, suggeriscono che gli Stati Uniti abbiano iniziato a essere ritratti sotto una luce migliore dall’inizio dell’amministrazione Obama in poi. Ci aspettiamo che la tendenza continui, e che il rapporto tra Stati Uniti e Qatar migliori ancora”. Nel 2001 l’emiro Hamad bin Khalifa al-Thani rifiutò una proposta degli Stati Uniti, che chiesero ad Al Jazeera di diminuire la copertura delle opinioni di Osama bin Laden e di altri personaggi antiamericani, indicando come motivo la volontà di proteggere una “sistema di media libero e credibile”.

Mentre il governo del Qatar si è rifiutato di commentare, poche ore dopo la pubblicazione dei rapporti Al Jazeera ha risposto negando le accuse.

“Queste sono affermazioni dell’ambasciata degli Stati Uniti, e sono molto lontane dalla verità. Nonostante tutte le pressioni che Al Jazeera ha subito da governi della regione e internazionali, non ha mai modificato la propria linea editoriale, che è sempre rimasta fedele ai principi della libertà di stampa”.

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