• Media
  • venerdì 12 novembre 2010

Newsweek si fonde con Daily Beast

Tina Brown, già direttore del Daily Beast, sarà a capo di entrambe le testate

L'accordo punta anche a rilanciare il prestigio di Newsweek, in crisi ormai da molti mesi

di Elena Favilli

Daily Beast è uno dei siti d’informazione americana che negli ultimi anni hanno contribuito con più decisione alla rivoluzione del giornalismo online. Il suo nome è strettamente collegato a quello del suo direttore, Tina Brown, giornalista americana di origine inglese già direttore di Vanity Fair e del New Yorker. Newsweek è un settimanale appartenente alla cerchia dei newsmagazine più prestigiosi e influenti del mondo, che da tempo però soffre di notevoli problemi economici. Negli ultimi mesi si era parlato molto di una possibile fusione tra le due testate, con passi avanti e passi indietro, e ieri sera alla fine è arrivato l’annuncio ufficiale: Newsweek e Daily Beast si fondono in un’unica azienda, la Newsweek Daily Beast Company. E Tina Brown sarà a capo di entrambe le testate (il direttore di Newsweek Jon Meacham se n’era andato dopo il recente cambio di proprietà del giornale). La notizia è stata confermata dalla stessa Tina Brown, che ha spiegato i termini dell’accordo e i progetti per il futuro.

Alcuni matrimoni ci mettono un po’ più di tempo per essere organizzati. L’unione tra The Daily Beast e Newsweek è stata finalmente celebrata con un brindisi martedì sera, in una sala conferenze del quartier generale del Daily Beast, sulla diciottesima strada a Manhattan. I dettagli finali sono stati delineati solo ieri sera. Che cosa significa questo nuovo eccitante matrimonio? Significa che lo spirito del Daily Beast ora si unirà al leggendario settimanale in una joint venture, The Newsweek Daily Beast Company, la cui proprietà sarà equamente divisa tra Barry Diller (principale finanziatore del Daily Beast, ndr) e Sidney Harman, proprietario e salvatore di Newsweek. Per quanto riguarda me, d’ora in poi dovrei essere il direttore sia di Daily Beast che di Newsweek, portando nella nuova azienda come CEO il mio attuale business partner Stephen Colvin.

Secondo il New York Times, l’accordo rappresenta una vittoria per entrambe le parti: Sidney Harman (fondatore dell’azienda di alta fedeltà Harman-Kardon) avrà un direttore capace di generare nuova attenzione intorno a una rivista che molti nell’industria editoriale avevano già dato per spacciata, e Tina Brown potrà avere di nuovo un ruolo di primissimo piano nel mondo della carta stampata da cui proviene. L’accordo assicura anche nuovo potenziale a The Daily Beast, mai avvicinatosi in questi anni ai numeri del Post di Arianna Huffington.

Newsweek, dissanguato da un esodo di molti dei suoi giornalisti (a fine settembre Howard Fineman, capo del servizio politico di Newsweek, era passato proprio allo Huffington Post) è ormai soltanto lo scheletro di quello che era un tempo, quando apparteneva al piccolo club dei settimanali americani più prestigiosi, quelli che dettano i toni dell’agenda dell’informazione. Sidney Harman fu salutato come un salvatore quando decise di comprare Newsweek, ma ha dovuto faticare per oltre tre mesi prima di riuscire a trovare un nuovo direttore, lasciando di fatto la rivista senza timone.

Al momento dell’acquisto di Harman, un magnate di 92 anni, Newsweek si avviava a chiudere l’anno con un debito di almeno venti milioni di dollari. Secondo il Wall Street Journal, anche Daily Beast quest’anno perderà circa dieci milioni di dollari, per questo una nuova piattaforma cartacea potrebbe consentirgli di incassare nuovi flussi di denaro grazie alla pubblicità, molto più remunerativa di quella online. I vertici del Daily Beast hanno negato che i motivi dell’accordo siano stati dettati soltanto da necessità economiche.

«Il Daily Beast ha molti talenti provenienti dal giornalismo su carta stampata (tra gli ultimi acquisti anche il celebre media editor del Washington Post Howard Kurtz, ndr)», ha spiegato Tina Brown «Con loro e con le energie dei nativi digitali della nostra redazione riusciremo a far rifiorire l’antica gloria di Newsweek». Intervistata dal programma radiofonico della NPR, Morning Edition, stamattina ha aggiunto che The Daily Beast diventerà il braccio digitale di Newsweek: «L’esperienza accumulata online negli ultimi due anni ci permetterà di guardare alla carta stampata da un punto di vista nuovo e rinfrescato, come quello di un emigrato che guarda alla sua veccchia patria con nuovi occhi», ha spiegato «Questo creerà una nuova energia e dal punto di vista del business offrirà una doppia piattaforma di marketing».

In un comunicato stampa congiunto pubblicato questa mattina sul Daily Beast, le due aziende hanno fatto sapere che il nuovo gruppo sarà posseduto al cinquanta percento da Sidney Harman e Barry Diller. L’accordo doveva essere firmato già tre settimane fa ma all’ultimo momento Harman si era ritirato perché temeva che i termini previsti avrebbero limitato troppo la sua influenza sulle scelte editoriali, uno dei principali motivi per cui aveva deciso di acquistare Newsweek. Con il nuovo accordo, le due testate condivideranno lo stesso sito.  «In un tempo che cambia e che pone nuove sfide», ha detto Harman «questa fusione crea la combinazione ideale tra l’autorità del giornalismo tradizionale e le nuove competenze e la freschezza del giornalismo online». Il Daily Beast fu lanciato da Tina Brown nell’ottobre del 2008, in soli due anni ha raggiunto cinque milioni di visitatori unici al mese.

Abbonati al

Dal 2010 gli articoli del Post sono sempre stati gratuiti e accessibili a tutti, e lo resteranno: perché ogni lettore in più è una persona che sa delle cose in più, e migliora il mondo.

E dal 2010 il Post ha fatto molte cose ma vuole farne ancora, e di nuove.
Puoi darci una mano abbonandoti ai servizi tutti per te del Post. Per cominciare: la famosa newsletter quotidiana, il sito senza banner pubblicitari, la libertà di commentare gli articoli.

È un modo per aiutare, è un modo per avere ancora di più dal Post. È un modo per esserci, quando ci si conta.