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  • lunedì 18 Ottobre 2010

“Il PD è un partito di governo, non un sindacato”

L'intervista di Pier Luigi Bersani a Repubblica

Oggi su Repubblica Claudio Tito intervista Pier Luigi Bersani, dandogli quindi modo di spiegare e chiarire la posizione del PD riguardo i temi del lavoro e soprattutto i rapporti con i sindacati, argomento particolarmente delicato riportato d’attualità dalla manifestazione della FIOM dello scorso sabato.

Il giorno dopo la “pacifica” manifestazione della Fiom, il segretario del Pd non nasconde che tra i democratici siano emerse divisioni. Ma sostiene che il suo partito non debba schierarsi nei confronti sindacali. Ritiene che il suo compito debba essere quello di lanciare un nuovo “Patto sociale” per affrontare l’emergenza-lavoro. E per questo si batte per “l’unità di Cgil, Cisl e Uil”. “Ma – premette – sono irritato per come qualcuno ci descrive. Noi non siamo incerti, non abbiamo una linea opportunista. Chi lo dice non capisce un accidente”.

Con chi ce l’ha?
“Con qualche commentatore. Il Pd è un partito che discute. Ma soprattutto ha un compito diverso da quello di aderire o meno a manifestazioni sindacali”.

Sta di fatto che nel campo dell’opposizione la confusione non è mancata. C’è chi ha appoggiato la linea della Fiom e chi quella della Cisl.
“I metalmeccanici della Fiom hanno diverse buone ragioni e vanno ascoltati. Così come quelli della Fim e della Uilm non possono essere considerati dei traditori. E vanno ascoltati anche loro. Chi può ricomporre l’unità, deve dare una mano. Un partito di governo come il nostro, lo ribadisco, non è un sindacato. Si definisce per il patto sociale che propone”.

Intanto, sabato scorso Bonanni e Angeletti sono stati accusati di tradimento.
“Non va bene, l’ho detto. C’erano dei cartelli inaccettabili, ma il leit motiv di quella manifestazione non è stato questo, non è stata la cifra del corteo. Proprio perché in giro c’è questo tipo di problema, ci sono questi toni e queste tensioni, bisogna fare in modo di raffreddare il clima”.

Le divergenze tra i democratici hanno sfiorato la spaccatura.
“E infatti lo dico anche ai miei. Il compito del partito è avere un progetto suo da portare ovunque e non misurare le distanze da un sindacato”.

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