Ingrid nella giungla

È uscito in Francia un irrispettoso libro a fumetti sul sequestro di Ingrid Betancourt, che dà voce a un crescente fastidio

Dalla fine del rapimento gli atteggiamenti della Betancourt sono stati oggetto di critiche e revisioni

di Lorenzo Cairoli

È uscito in Francia – pubblicato da Fluide Glacial, leggendaria rivista a fumetti di Claire Bretécher, Moebius e Jean-Claude Mézières tra gli altri – Ingrid de la jungle una feroce parodia a fumetti sul sequestro di Ingrid Betancourt. Gli autori, Serge Scotto, Eric Stiffol e Richard di Martino, ritraggono in 46 pagine l’ex candidata presidenziale – ribattezzata nell’occasione Ingrid Petancourt – come un’opportunista, servile coi suoi sequestratori, egoista e delatrice coi suoi compagni di prigionia: vedi gli americani, che indicò ai guerriglieri come agenti della CIA.

Nel fumetto compaiono anche il presidente Sarkozy, sua moglie Carla Bruti, Chirac e il ministro Dominique de Grillepin. Il tono è irridente, caustico, insolente, a volte osceno, e la Betancourt ne esce con le ossa rotte. Il giornalista colombiano Sergio Peñaranda ha chiesto a Scotto perché tanto accanimento nei confronti della Betancourt, e Scotto gli ha risposto:

«Fin dal primo giorno questa storia ci è sembrata un gigantesco pesce d’aprile. Con tutto il rispetto, più che un sequestro sembrava una soap-opera prodotta dalle Farc (Farce, nella graphic novel, cioè farsa). Non credo però che il nostro libro abbia infierito sulla Betancourt. Prima di scriverlo ci siamo documentati moltissimo e ci sono delle testimonianze dei suoi ex compagni di prigionia molto dure nei suoi confronti. Non abbiamo nulla contro di lei. Solo non ci piaceva come i media francesi la raccontavano. Quell’odore di santità così’ fuori luogo… quel farne un’eroina, malgrado tutto. Questo libro ci è costato un anno e mezzo di lavoro, ma al momento di pubblicarlo tutti si tiravano indietro. “Troppo amata per dissacrarla” – ci dicevano. Per nostra fortuna, una volta libera, ha collezionato tanti di quegli errori che a quasi tutti i colombiani sono cadute le braccia. È riuscita a far andare per traverso la sua liberazione anche a molti francesi. A quel punto, si sono decisi a pubblicarci il libro»

Che è uscito – coincidenza? – quasi in contemporanea col memoir della Betancourt. Memoir che poco prima della sua uscita è stato accompagnato da una richiesta di risarcimento della Betancourt contro il governo colombiano, colpevole di averla abbandonata al suo destino. La richiesta ha sollevato subito un’ondata di indignazione in tutto il paese. Lo scrittore colombiano Mario Torres, autore di un libro sul sequestro Betancourt, ricorda come per 32 volte la Betancourt fu avvertita dei rischi che correva andando a San Vicente del Caguán.

«Non diede retta a nessuno e si infilò in quel cul de sac infernale. Ci sono fior di documenti. Carte che lei firmò. Poi, si permette di chiedere un risarcimento allo stato colombiano, quando dovrebbe essere lo stato colombiano a far causa a lei e alla sua famiglia per la sua criminale imprudenza»

Ora la Betancourt è in America per promuovere il suo libro. Ai giornalisti confida che per il momento non tornerà in Colombia: “Le ferite non si sono ancora rimarginate e c’è ancora troppo odio intorno a me”. Però i colombiani comprano il libro. Ero a Barranquilla quando è uscito e i librai mi confermavano che oggi è più facile vendere Ingrid che non un libro di Harry Potter. Vedremo cosa accadrà quando distribuiranno la parodia francese. Per onor di cronaca, nelle redazioni dei giornali circola sempre più insistentemente la ‘voce’ che la graphic novel sia stata commissionata a Scotto, Stiffol e di Martino dal Governo Colombiano. Ma è giusto una voce…