Il maggioritario in Italia non funziona

Lo dice l'ex direttore dell'Economist Bill Emmott

"Le riforme non funzioneranno se non si adatteranno ai punti di forza e alla vera natura della società italiana"

Bill Emmott, ex direttore dell’Economist e fedele osservatore delle cose italiane (esce tra poco il suo libro intitolato “Forza, Italia”) ha scritto un articolo sulla Stampa che deluderà i già fiaccati fan italiani del sistema elettorale maggioritario.

È lusinghiero per noi inglesi che il nostro sistema sia stato tanto spesso lodato nel corso del dibattito italiano sulla politica e la legge elettorale. E ci siamo sentiti lusingati anche quando quest’anno, a maggio, tanti commentatori italiani hanno espresso preoccupazione perché il nostro sistema elettorale maggioritario uninominale secco non era riuscito, per la prima volta in 36 anni, a produrre un governo forte, portando necessariamente alla formazione di un governo di coalizione per la prima volta dal 1945. Eppure, per quanto lusinghiera, l’attenzione è, a mio parere, sbagliata. Un sistema maggioritario ha funzionato bene per la Gran Bretagna, ma non è adatto all’Italia.
L’anno scorso ho girato l’Italia facendo ricerche per un nuovo libro, «Forza, Italia», che sarà pubblicato il mese prossimo da Rizzoli. L’obiettivo della ricerca era esplorare i punti di forza del Paese per trovare la «Buona Italia», in contrapposizione alla «Cattiva Italia» su cui tanti critici stranieri (me compreso) si sono concentrati. Dopo questo primo editoriale su «La Stampa» spero di scrivere regolarmente della Buona Italia.

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