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  • domenica 12 Settembre 2010

Tutti i candidati per Torino

Chi sono i molti in ballo per la successione di Chiamparino, di qua e di là

La corsa alla sucessione di Sergio Chiamparino è diventata a Torino una specie di festa di Pamplona. Se da una parte il centrosinistra non ride, viste anche le tensioni relative alla scelta di chiedere il riconteggio delle schede delle elezioni regionali, dall’altra il PDL non ride.

Nel centrosinistra le candidature che hanno preso forma sono queste:

Francesco Profumo, un curriculum professionale di prim’ordine: dal 2005 è il Rettore del Politecnico di Torino. Dal Gennaio 2005 è il Presidente del Panel 09 (Ingegneria Industriale e Ingegneria dell’Informazione) del Comitato di Indirizzo per la Valutazione della Ricerca (CIVR) del Ministero dell’Università e della Ricerca (MIUR). Un uomo che non si sbilancia mai, su nulla. È il candidato tirato fuori dal cilindro del segretario regionale del PD, Gianfranco Morgando, per bloccare la candidatura Fassino, a cui è solidamente contrario. Cattolico ma non troppo. Tecnico al 100%. Non vuole fare le primarie, perchè non si è mai confrontato con il consenso, ma è corteggiato anche da una parte del PdL. La sua candidatura sarebbe sostenuta con una certa passione anche dall’Api, che a Torino ha come leader Gianni Vernetti. Nella sua visita torinese Massimo D’Alema ha detto: “speriamo di non fare la fine di Bologna”. I giornalisti hanno pensato si riferisse alle divisioni del PD, altri hanno inteso che si riferisse ad un certo attivismo relazionale del candidato in pectore. È talmente conosciuto fuori Torino che l’Unità, facendo una pagina sulla sua candidatura, l’ha confuso con un altro Profumo, Alessandro, quello di Unicredit.

Piero Fassino. Gli ex democratici di sinistra lo vorrebbero subito in campo. La sua candidatura piace anche il segretario provinciale Gioacchino Cuntrò, ma trova l’ostilità di Morgando (ex Margherita, ma grande elettore di Pier Luigi Bersani). I pro alla sua candidatura sono: l’impressionante capacità di lavoro, i rapporti con molte realtà forti della città. I contro: l’essere un uomo della vecchia politica, la difficile capacità di competere con un giovane candidato del centrodestra e la difficolta ad ampliare il range degli elettori possibili. Insomma Fassino prenderebbe i voti di chi ha già votato PD e non quelli degli indecisi e dei moderati.

Pietro Buffa, due lauree, Scienze Politiche e Criminologia Clinica, padronanza impeccabile di quattro lingue. Dirige dal 1997 il carcere delle Vallette, quasi 1600 detenuti, oltre al personale amministrativo e penitenziario: una piccola città. Una persona di notevole livello. Piace al sindaco Chiamparino. A suo favore c’è l’universale qualità della sua azione e il livello culturale della persona. Contro la candidatura: la sua professione. Certo, ad un certo punto potrebbe esserci bisogno delle sue competenze, ma chiedere a sinistra i voti per fare diventare sindaco il direttore del carcere potrebbe non essere così agevole. Anche lui, come Profumo, non vuole confrontarsi nelle primarie.

Davide Gariglio. cattolico, lettiano, presidente del Consiglio regionale. Uomo con grandi relazioni e soprattutto capace di raccogliere molti voti. Sì è già quasi ufficialmente candidato, ad una recente riunione del PD regionale ha detto: «Non sono un amante delle primarie ma ritengo che siano il male minore rispetto all’ipotesi che alla fine le scelte si facciano con meccanismi non democratici». Piace ai cattolici del PD, pur non essendo un integralista ed ha una buona relazione con la Bresso (e questo potrebbe essere il suo vero problema).

Roberto Tricarico, ora è Assessore all’Ambiente, alle Politiche per la casa e al Verde. È – se così si può dire – un chiampariniano doc. Durante il congresso del PD si è schierato con Ignazio Marino ed è attualmente il capo della corrente mariniana a Torino. Elegante e raffinato, ha un rapporto piuttosto elitario con la realtà, ma è apprezzato in quelli che una volta potevano essere definiti “strati emergenti”.

Tra gli altri che vengono accreditati di qualche possibilità ci sono: l’avvocato Fulvio Gianaria, popolare in una parte della città per essere il difensore di Luciano Moggi; L’avvocato Gian Paolo Zancan, che è stato il vicepresidente della commissione Giustizia del Senato, nonché l’ex presidente dell’Ordine forense di Torino; Roberto Placido, pubblicitario e in regione da tre legislature e vicepresidente del consiglio regionale; Andrea Giorgis, Professore Ordinario di Diritto costituzionale presso la Facoltà di Giurisprudenza dell’Università degli Studi di Torino e docente di Garanzie dei diritti fondamentali nell’Università del Piemonte orientale, un professore, molto professore. Evelina Christillin reduce dai trionfi olimpionici si vedrebbe bene come sindaco. Probabilmente è solo lei a guardare a questo scenario.

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