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  • domenica 5 Settembre 2010

WikiLeaks potrebbe fare a meno di Assange?

Dentro WikiLeaks alcuni pensano che Julien Assange sia diventato un po' ingombrante, scrive Newsweek

Paradossalmente dell'organizzazione e del funzionamento di WikiLeaks si sa molto poco, praticamente nulla

Fino a solo due mesi fa, Julien Assange era praticamente uno sconosciuto. Da quando WikiLeaks ha guadagnato attenzione e notorietà internazionale per la portata delle informazioni che ha rivelato, anche il suo fondatore ha raggiunto lo status della celebrità internazionale: interviste, prime pagine e copertine delle testate di mezzo mondo, voci di corridoio su questo e quello.

Qualche settimana fa Assange è stato coinvolto in uno strano caso riguardante una denuncia per stupro e molestie sessuali sporta nei suoi confronti. Prima la procura svedese competente lo ha messo sotto indagine, facendo arrivare la notizia in ogni angolo del globo. Poi, soltanto poche ore dopo, il caso è stato chiuso per insufficienza di elementi. Assange aveva reagito alla vicenda dicendo che era stato avvertito che il Pentagono avrebbe usato “sporchi trucchi” per colpirlo e delegittimarlo e la cosa sembrava chiusa lì, se non fosse che poi nei giorni scorsi la un procuratore svedese ha deciso di riaprire il caso.

La vicenda è tutto meno che chiara, ma in ogni caso riguarda la persona di Assange e non l’organizzazione WikiLeaks. Se non fosse che di WikiLeaks non si sa praticamente nulla, e per questo in questi mesi è stata praticamente sovrapposta all’immagine del suo fondatore: quindi se il suo fondatore finisce in qualche pasticcio ci finisce anche WikiLeaks e secondo Newsweek alcune persone dentro l’organizzazione starebbero pensando di prendere dei provvedimenti, riducendo il ruolo e la visibilità di Assange all’interno di WikiLeaks.

Due persone che conoscono bene la situazione interna di WikiLeaks, che hanno accettato di parlare a Newsweek dietro tutela del loro anonimato, hanno detto che sono già stati presi dei provvedimenti per ridurre il ruolo di Assange. Uno di loro sostiene anche che alcuni attivisti sono stati preoccupati e turbati dal fatto che Assange abbia ribattuto alle accuse della procura svedese – la dichiarazione sugli “sporchi trucchi” – utilizzando l’account di Twitter di WikiLeaks e non il suo personale.

Newsweek ricostruisce che dal 20 agosto, giorno in cui è venuto fuori il primo mandato d’arresto per stupro ai danni di Assange, il sito di WikiLeaks è stato offline in diverse occasioni, ufficialmente per “manutenzione programmata”. Le sue fonti sostengono che le operazioni di manutenzione siano servite proprio a limitare il controllo di Assange sul sito, e che il gruppo più ostile al fondatore di WikiLeaks all’interno dell’organizzazione avrebbe intenzione di convocare un incontro entro ottobre per discutere del ruolo di Assange. Circostanza in qualche modo confermata da Birgitta Jonsdottir, un’attivista vicina a WikiLeaks che dice che un incontro ci sarà “assolutamente” e che Assange “ha bisogno di fare i conti con la propria vita privata, e far sì che questa non oscuri WikiLeaks”.

In ogni caso la storia va presa con parecchie molle, e non solo per i tentativi di screditare WikiLeaks che possono arrivare come ritorsione per le sue rivelazioni. Quando si parla di WikiLeaks è difficile avere informazioni certe: ed è un paradosso che un’organizzazione che si batte per la verità e la trasparenza sia così misteriosa e oscura sulle cose che la riguardano. Il discorso era già stato fatto per i finanziamenti di WikiLeaks: vale anche per la sua organizzazione interna.

Non si sa quante sono le persone che collaborano con WikiLeaks. Una fonte dice che l’organizzazione è guidata e governata da un consiglio composto da nove persone, ma ovviamente nessuno sa chi sono. L’unico portavoce riconosciuto dal sito, a parte Assange, si nasconde dietro uno pseudonimo – “Daniel Schmitt” – e Kristinn Hrafnsson, un’artista islandese che ha più volte parlato per conto di WikiLeaks ha detto più volte di non poter discutere dell’organizzazione di WikiLeaks o del ruolo di Assange, trattandosi di questioni private.

Newsweek dice di aver rivolto delle domande via email a Julien Assange durante la scrittura del suo articolo, e non avere ottenuto risposte.