Chi ha pagato il mercato della Roma

La squadra di calcio che durante questo mercato estivo non poteva spendere un euro – al punto da farsi soffiare dal Parma un giocatore svincolato come Gobbi – a un certo punto ha sborsato otto milioni di euro per comprare un difensore dall’Inter, Nicolas Burdisso, e si è impegnata a tirarne fuori altri dieci per comprare dal Milan un attaccante nel giro della nazionale, Marco Borriello. Parliamo della Roma, che tra l’altro da qualche tempo è ufficialmente in vendita e in cerca del miglior offerente. La controllante è diventata Unicredit, che ha si è impegnata a disfarsi della società – si parla già di vari soggetti interessati all’acquisto – ma intanto nelle ultime ore di calciomercato ha deciso di investire 15 milioni di euro nelle casse della società giallorossa. Perché? Si è trattato di un’operazione sensata o di uno spreco di denaro? Lello Naso sul Sole 24 Ore analizza gli argomenti di tutte e due le correnti di pensiero.

L’operazione da manuale di una banca con visione strategica o l’ennesima inutile iniezione di liquidità in una società con un debito di circa 400 milioni? Sul finanziamento da 15 milioni di UniCredit alla campagna acquisti della Roma, al bar sport di tutta Italia le due tesi si contrappongono tra «Ahò» e «Ma de che?». Secondo gli accalorati sostenitori della tesi numero uno – visione strategica – il finanziamento di UniCredit consentirà alla banca di tutelare il suo credito nei confronti di Italpetroli che controlla la «Magica». Proprio mentre balenano le prime manifestazioni d’interesse per l’acquisto del gruppo dell’egiziano Sawiris e della cordata guidata dall’imprenditore Francesco Angelucci.

La Roma, argomentano i sostenitori della tesi numero uno, può generare quel mix di business e visibilità (dell’azionista) che è lo specifico del calcio e nasce dalle vittorie. L’accesso alla Champions League, il top per una squadra di vertice, può generare, in base ai risultati ottenuti, fino a 50 milioni d’introiti. Il risultato è un moltiplicatore di business: premi, sponsorizzazioni, parco giocatori, appeal della squadra, diritti televisivi e spettatori allo stadio. Per di più con un team sempre sostenuto dai tifosi, anche «nei tempi duri».

Basta guardare all’ultima stagione di un’altra quotata: la Juventus, fuori dalla Champions League ha visto scendere gli abbonati, svalutare i giocatori (Diego, la «stella» del club pagato l’anno scorso 25 milioni è stato venduto a 17,5). Lo sponsor BetClic per stare sulla maglia bianconera ha pagato 8 milioni contro i 12 che Emirates paga al Milan. Borriello e Burdisso, e qua torniamo all’anello di congiunzione tra le due squadre e al finanziamento della campagna acquisti, hanno preferito passare alla Roma piuttosto che alla Juventus fuori dalla Champions.

(continua a leggere sul Sole 24 Ore)

Abbonati al

Dal 2010 gli articoli del Post sono sempre stati gratuiti e accessibili a tutti, e lo resteranno: perché ogni lettore in più è una persona che sa delle cose in più, e migliora il mondo.

E dal 2010 il Post ha fatto molte cose ma vuole farne ancora, e di nuove.
Puoi darci una mano abbonandoti ai servizi tutti per te del Post. Per cominciare: la famosa newsletter quotidiana, il sito senza banner pubblicitari, la libertà di commentare gli articoli.

È un modo per aiutare, è un modo per avere ancora di più dal Post. È un modo per esserci, quando ci si conta.