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  • mercoledì 11 Agosto 2010

Perché in Alaska gli aerei cadono di più

I piloti sono spericolati nell'affrontare raffiche di vento e terreni scoscesi o montagnosi

Spesso l'aereo è l'unico mezzo per raggiungere i posti più pericolosi

Ted Stevens, noto ex-senatore americano, è morto l’altro ieri in un incidente aereo in Alaska assieme ad altre quattro persone. Il mese scorso un cargo militare si è schiantato nei pressi di Anchorage. A giugno un Cessna è precipitato ancora vicino ad Anchorage. A gennaio un altro aereo è caduto vicino a San Point, sempre in Alaska, causando la morte di due persone.

Ma perché gli aerei cadono così spesso in Alaska? Spiega Slate che ci sono innanzitutto due ragioni di ordine generale: cattive condizioni atmosferiche, e terreno accidentato. Le tempeste in Alaska sono all’ordine del giorno con venti che arrivano a raggiungere velocità di ottanta chilometri orari, e gli aerei sono spesso costretti ad atterrare su terreni montagnosi e oscurati dalle nubi.

E poi c’è la Bush Syndrome. In Alaska vengono detti bush, cespugli, i villaggi più remoti che necessitano di aerobus per ricevere visite e scorte alimentari. Sembra che i piloti di questi piccoli velivoli – l’Alaska è lo Stato col più alto tasso di persone con il brevetto di volo, e gli aerei privati sono un diffusissimo mezzo per spostarsi – tendano a volare in maniera poco prudente e maturino una guida spesso spericolata e sprezzante delle condizioni esterne: la Bush Syndrome.

Anche i mezzi tecnici non aiutano gli aviatori affetti dalla sindrome: spesso gli aerei che guidano, a differenza di quelli commerciali, hanno un solo motore, e in caso di guasto non ce n’è uno di riserva. E le infrastrutture creano diversi problemi: non è raro che un pilota si trovi a scendere su piste d’atterraggio in ghiaia o in terriccio, dove l’aereo può slittare, specie se la superficie è ghiacciata. Talvolta l’unico luogo dove atterrare è un lago o uno specchio d’acqua: e un terzo di tutti gli incidenti riscontrati nelle fasi di decollo o atterraggio sono causati da aerei predisposti per le superfici acquatiche.

Negli ultimi dieci anni in Alaska ci sono stati 1188 incidenti contro una media degli altri Stati di 351. Il dato è talmente sproporzionato rispetto alla media nazionale che l’istituto federale che si occupa dell’aviazione dedica un capitolo a parte agli incidenti in Alaska. Grazie alle nuove misure di sicurezza l’obiettivo per il 2009 era quello di ridurre il numero di incidenti in Alaska a non più di 99: sono stati 100.