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  • venerdì 2 Luglio 2010

Messico, il bilancio della settimana

21 morti, un procuratore assassinato, una testa lasciata davanti alla casa di un candidato sindaco

La guerra alla droga si sta intensificando, solo negli ultimi sei mesi sono morte almeno 5.000 persone

Sono almeno 22.000 i morti causati dalla guerra alla droga messicana negli ultimi quattro anni. Solo in questi primi sei mesi del 2010, tra sparatorie, rapimenti, assassini a sangue freddo, ritrovamenti di cadaveri abbandonati nelle miniere e dimostrazioni pubbliche di violenza, i cartelli della droga hanno fatto 5.000 morti, uccidendo civili, membri della polizia, o narcotrafficanti concorrenti. E il presidente Calderon, nonostante il sostegno degli Stati Uniti, continua a non riuscire a gestire la situazione, viziata da una corruzione radicata sia in politica sia tra le forze dell’ordine, spesso protettrici degli stessi cartelli. Ultimamente, la situazione sta addirittura peggiorando. Reuters riporta quanto è successo questa settimana — o, almeno, quello di cui si è conoscenza.

Ieri, sono stati trovati 21 cadaveri fuori Sonora, a soli 20 chilometri dal confine con gli Stati Uniti, causati da una sparatoria avvenuta molto probabilmente tra cartelli rivali. Quella è una delle zone fondamentali per i tragitti del traffico di cocaina, e non è la prima volta che i narcotrafficanti si danno battaglia per conquistarla. Nella stessa giornata, membri di un cartello non ancora identificato hanno lasciato la testa di un uomo davanti alla casa di Hector Murgia, il candidato favorito alle elezioni di sindaco di Ciudad Juarez, una delle città dove il narcotraffico è più potente e presente.

Mercoledì, il procuratore generale dello stato di Chihuahua a Ciudad Juarez, vicino a El Paso sul confine, è stata assassinata mentre viaggiava in automobile, guidata e scortata dalle sue guardie del corpo. Sempre lo stesso giorno, il sindaco di Santo Domingo de Morelos, nello stato del sud di Oaxaca, è stato ucciso insieme a un ufficiale di polizia — ma in questo caso potrebbe essersi trattato di una rapina.

Lunedì, uomini armati travestiti da marines hanno fatto un’imboscata al candidato favorito nella corsa a governatore dello stato di Tamaulipas, uccidendolo. È ormai evidente come i narcotrafficanti non abbiano più ormai alcun timore di colpire qualsiasi genere di autorità, con l’obiettivo di scoraggiare chi voglia mettersi contro di loro.

Come scritto, la situazione in Messico è disastrosa non solo sotto il punto di vista della violenza, ma anche sotto quello della corruzione. Murguia, ex sindaco di Ciudad Juarez, è stato accusato da rivali e associazioni per i diritti umani di aver ricevuto soldi dal cartello padrone della città, che nella sua lotta contro i rivali dell’alleanza Sinaloa per il controllo delle tratte della droga ha già fatto circa 5.700 vittime solo negli ultimi due anni.