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  • mercoledì 13 settembre 2017

Cosa dice la legge contro l’apologia del fascismo

Se verrà approvata anche dal Senato proibirà di fare il saluto romano e vendere oggetti con slogan e immagini fasciste

(Credit Image: © Andrea Ronchini/Pacific Press via ZUMA Wire)

Ieri sera, dopo tre ore di dibattito, la Camera dei Deputati ha approvato la proposta di legge del deputato PD Emanuele Fiano che rende reato l’apologia e la propaganda fatta tramite i simboli del fascismo. La proposta prevede da sei mesi a due anni di reclusione per chi fa saluti romani o vende materiale che richiama i regimi totalitari. La Camera ha approvato il testo con 261 sì, 122 no e 15 astenuti. A votare contro la legge, che ora dovrà passare al Senato per l’approvazione definitiva, sono stati Lega Nord, Movimento 5 Stelle e Forza Italia.

La legge introduce nel codice penale un nuovo articolo, il 293-bis (qui trovate una scheda di lettura della legge), che punisce «chiunque propaganda le immagini o i contenuti propri del partito fascista o del partito nazionalsocialista tedesco». Sarà quindi vietato fare il saluto romano, vendere oggetti che raffigurano Hitler o Mussolini o slogan e simboli chiaramente riferibili ai due dittatori o ai loro regimi. Le pene per chi commette queste reati saranno tra i sei mesi e i due anni e saranno aumentate di un terzo se il reato viene commesso su internet. La legge renderà in teoria impossibile fare saluti fascisti durante manifestazioni pubbliche e impedirà la vendita di oggetti e memorabilia del fascismo, che in Italia hanno avuto un grande mercato negli ultimi anni.

La nuova legge è composta da un unico articolo:

«Chiunque propaganda le immagini o i contenuti propri del partito fascista o del partito nazionalsocialista tedesco, ovvero delle relative ideologie, anche solo attraverso la produzione, distribuzione, diffusione o vendita di beni raffiguranti persone, immagini o simboli a essi chiaramente riferiti, ovvero ne richiama pubblicamente la simbologia o la gestualità è punito con la reclusione da sei mesi a due anni. La pena di cui al primo comma è aumentata di un terzo se il fatto è commesso attraverso strumenti telematici o informatici»

L’apologia del fascismo al momento è regolata soltanto dalla legge Scelba del 1952, considerata però piuttosto permissiva. La legge venne approvata per mettere in atto la XII disposizione transitoria della Costituzione italiana, che recita: «È vietata la riorganizzazione, sotto qualsiasi forma, del disciolto partito fascista». La legge Scelba, oltre a vietare la ricostituzione del partito fascista, punisce anche «chiunque pubblicamente esalti esponenti, princìpi, fatti o metodi del fascismo, oppure le sue finalità antidemocratiche». La legge Fiano è molto più precisa e severa della legge Scelba e probabilmente, se sarà approvata definitivamente, limiterà molto di più la possibilità di riprodurre e diffondere immagini e propaganda legati al fascismo.

La legge ora dovrà passare al Senato, dove in teoria la maggioranza dovrebbe avere numeri sufficienti ad approvarla definitivamente, visto che i centristi alleati del governo per il momento hanno votato co il PD. Al Senato, però, i numeri sono molti più risicati e basterebbe la defezione di alcuni senatori della maggioranza per bloccare la legge.

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