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— Politica

Il gran casino delle primarie a Napoli

Un punto della situazione sulla caotica situazione aperta dal voto di domenica e sulle possibili vie d'uscita

28 gennaio 2011

Domenica scorsa a Napoli si sono tenute le elezioni primarie per individuare il candidato sindaco del centrosinistra: vi partecipavano il PD, i Verdi, Sinistra e Libertà e i Socialisti. Non partecipava l’IdV, per conto della quale si è continuato a parlare per settimane della possibilità di una candidatura solitaria dell’europarlamentare Luigi De Magistris.

Cosa è successo
I candidati alle primarie erano quattro, fra questi due i favoriti: Umberto Ranieri e Andrea Cozzolino. Il primo, ex senatore ed ex sottosegretario, ha vinto in tutti i collegi della città eccetto uno, quello di Secondigliano, nel quale Cozzolino, eurodeputato, ha raccolto un numero enorme di voti – quasi quanto il numero degli elettori del PD alle ultime elezioni – tanto da fargli superare il vantaggio raccolto da Ranieri in tutti gli altri nove collegi della città. I sostenitori di Ranieri hanno subito lamentato la presenza di irregolarità, e le denunce in tal senso si sono moltiplicate: chi parlava di aver visto votare dei noti esponenti del PdL locale, chi faceva riferimento a folti gruppi di cinesi, chi parlava di infiltrazioni della camorra, chi addirittura sosteneva che molte di quelle schede non fossero state fisicamente votate da alcun elettore.

Le denunce
Una delle denunce più incisive è arrivata da un pulpito importante: il segretario provinciale del PD di Napoli, Nicola Tremante, che in un video ha fatto delle dichiarazioni molto incisive sullo svolgimento delle primarie, prive anche della cautela con cui i vertici del partito avevano commentato l’accaduto fino a quel momento. Tremante sostiene apertamente che la vittoria di Cozzolino si debba a conclamate irregolarità, e questo gli è valso la rumorosa e aggressiva contestazione di alcuni sostenitori dello stesso Cozzolino, che nel pomeriggio di mercoledì hanno fatto irruzione nella sede del partito e lo hanno affrontato a muso duro. Poche ore dopo prendeva posizione Roberto Saviano, che chiedeva di annullare le primarie e rifarle da capo, candidando Raffaele Cantone, il magistrato che più volte si era detto non disponibile alla candidatura. È solo a questo punto che la segreteria nazionale del PD prende dei provvedimenti sull’intera vicenda.

Cosa fa Bersani
Per prima cosa, Bersani decide di annullare l’assemblea nazionale prevista per sabato e domenica proprio a Napoli, immaginata – fra le altre cose – per incoronare ufficialmente il vincitore delle primarie. Poi chiede ai due candidati più votati, Ranieri e Cozzolino, di fare un passo indietro, «un atto di generosità», per permettere di individuare una candidatura esterna e unitaria. I due reagiscono con due opposti scetticismi: il primo rispetto alla decisione di cancellare l’intero processo e non solo il risultato finale, il secondo rispetto alla decisione di cancellare proprio il risultato finale. Ieri è arrivata allora la seconda decisione: il segretario provinciale del PD, Nicola Tremante, è stato rimosso dall’incarico: al suo posto arriva un commissario, Andrea Orlando, deputato e responsabile giustizia del PD.

Le reazioni di Cozzolino e Ranieri
Tremante era stato il più influente tra gli accusatori di Cozzolino, e la mossa di Bersani serve probabilmente a dare serenità al partito e rendere politicamente più sostenibile il passo indietro dell’eurodeputato. Se questo infatti parla di «gesto molto importante», Ranieri considera il commissariamento «una scelta avventata e discutibile». Anche perché, nel frattempo, il processo delle elezioni primarie non si è ancora concluso: l’ufficio dei garanti delle primarie sta ancora controllando la documentazione sul voto di domenica, che potrebbe concludersi con l’annullamento di alcune schede e l’annullamento della vittoria di Cozzolino. Che però non sarebbe una via d’uscita: un po’ perché lo stesso Ranieri dice che non accetterebbe una vittoria a tavolino, un po’ perché sembra Bersani sia convinto di poter uscire da questa situazione solo superando di slancio il caos delle primarie e non scegliendo una soluzione che ne è figlia.

Annullare le primarie?
Non resta che fare una cosa: annullare le primarie. Se non fosse che non sono in pochi a non essere d’accordo. Ieri si è tentato un incontro su questo tema ed è stato un disastro. Sinistra e Libertà non si è nemmeno seduta al tavolo. I Verdi hanno proposto un ballottaggio tra Cozzolino e Ranieri. I Socialisti hanno chiesto di aspettare il verdetto dei garanti. Solo la Federazione della Sinistra era concorde col PD sul fatto di proporre un altro candidato. Il tavolo si è aggiornato a martedì.

Da qui a martedì
Bersani cercherà di trovare una candidatura forte e autorevole al punto da convincere tutti i contendenti a fare un passo indietro, una volta messa sul tavolo: per il momento si fanno i nomi di Raffaele Cantone, che ha ribadito la sua indisponibilità, e di Paolo Mancuso, procuratore di Nola e fratello del Libero Mancuso candidato alle primarie di Napoli per Sinistra e Libertà. Nel frattempo la questione sta avendo anche dei riflessi sul fronte del dibattito nazionale e dell’eterna questione sull’utilizzo e l’utilità delle primarie. Stando a quanto oggi raccontano i giornali, la minoranza del partito e soprattutto i veltroniani temono che Bersani ne stia approfittando per mettere in pratica il famigerato ridimensionamento delle primarie, per dimostrare che si tratta di uno strumento inaffidabile e potenzialmente pericoloso. I popolari sono nervosi perché Tremante era l’unico tra i segretari del PD in Campania a non provenire dai DS, e ora è stato commissariato e sostituito con Andrea Orlando, ex diessino. Matteo Orfini, della segreteria nazionale, si è augurato che il caos di Napoli «serva a riflettere su uno strumento che si è rivelato dannoso». Fioroni dice che fermare le primarie vuol dire «lasciare una prateria agli altri». Secondo deputato Mario Barbi, prodiano, «se il Pd non è in grado di svolgere primarie regolari farebbe bene a dichiarare fallimento e portare i libri in tribunale».

foto: Roberto Monaldo / LaPresse

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16 Commenti

  1. francescorocchi

    Primo: nel Meridione il voto di scambio e’ una piaga ben nota, purtroppo. Qualcuno ne ha mai inferito che le elezioni democratiche (non le primarie: le elezioni) siano uno strumento dannoso?

    Secondo: Se si annullano le primarie, si attesta inequivocabilmente che vi sono state delle irregolarita’. Se di Cozzolino, o di Ranieri, o di chissa’ chi altro non lo so e non lo posso sapere. Pero’ vuol dire che c’e’ qualcuno che imbroglia.

    Dalle soluzioni che vedo accennate nell’articolo, mi sembra che si vada “a patti” con i diversi candidati, ivi compreso chi ha commesso gli imbrogli. E mi sembra una pessima soluzione.

    Oppure bisogna semplicemente aspettare quel che dira’ la commissione di garanzia?

  2. gab82

    cari volevo segnalarvi che Ranieri non ha vinto in tutti i collegi e quindi l’affermazione risulta essere fasulla ecco il link:
    http://sfoglia.ilmattino.it/mattino/view.php?data=20110125&ediz=NAZIONALE&npag=34&file=obj_664.xml&t

  3. Diego Belloni

    Scusate, io resto dell’idea che le primarie siano una bella cosa, ma così, senza regole, mi paiono una colossale minchiata. Non si può trapiantare a forza nel nostro sistma un istituto sconosciuto fino all’altro ieri, senza pensare a norme e paletti che ne assicurino l’affidabilità nel NOSTRO contesto. Poi succedono cose come questa.

  4. giuliomancabelli

    Quale riscossa per l’Italia se non ci si dà una mossa!?…
    Quella del renderci conto che viviamo in una società aperta, glocale e del “just in time” pertanto, una siffatta nuova realtà reclama inediti nuovi logos, approcci anche per gli aspetti elettorali dai quali anche le primarie non si possono sottrarre! Ragion per cui ci si deve inderogabilmente aggiornare secondo questi “new normal” inediti dettami, profili che il nostro tempo inesorabilmente reclama!
    Quindi, per ovviare al al caos delle primarie caotiche di Napoli… servono inderogabilmente Primarie secondo quanto già hanno fatto i Californiani buttando avanti la palla della democrazia e con il referendum propositivo -Proposition 14°- adottano la soluzione a “contendibilità” concorrenziale aperta della “TOP TWO” Ovvero, primarie dei “Primi Due”: letteralmente tradotto! Modalità grazia alla quale viene data opportunità a scendere in competizione in modo aperto tutti coloro che liberamente intendono partecipare. I Californiani pertanto, con la modalità dei “Primi Due” stanno rivoluzionando il modo d’intendere le primarie!
    Modalità che si dovrebbe inderogabilmente imitare – acquisendole in un siffatto innovativo modo per non continuare a mandarle “in vacca” come è successo a Napoli al di là delle altre ulteriori questioni che vi si sono aggiunte: brogli ed altre irregolarità!? Giacché nono innovare e rinnovarsi contraddirebbe la deontologia della stessa democrazia!
    Pertanto, affinché le primarie possano avere efficacia ed adeguata legittimazione serve adeguarle a quelle indifferibili innovazioni che il tempo reclama! Imprescindibile diventa l’impossibilità a poterle gestite in modo autoreferenziale, esclusivo e riservato ad un solo partito! Pertanto, anche le primarie dovranno risultare aperte a tutto tondo ed a tutto campo alla libera aperta contendibilità. Dopodiché quando si sarà rilevato quali saranno i primi due candidati –“Top Two”– sortiti! Solo, questi due potranno contendersi il collegio nella sua interezza! Allora sarà l’accessibilità a doversi rendere libera ed aperta e coerente a quanto già attesta l’art. 3 della nostra Costituzione!

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