Perché al referendum sulla giustizia non servirà il quorum
Se andasse a votare anche una sola persona il risultato sarebbe valido, e questo di solito ha conseguenze sull'affluenza

Se andasse a votare anche una sola persona il risultato sarebbe valido, e questo di solito ha conseguenze sull'affluenza

Perché molti aspetti, anche rilevanti, potranno essere chiariti solo con altre leggi dopo un'eventuale vittoria del Sì

Aspettando il voto del 22 e 23 marzo il governo ha rimandato molte discussioni delicate, in particolare quella sulla legge elettorale

Ce ne sono diversi, ma c'è un vago coordinamento nonostante il fronte contro la riforma della giustizia sia ampio e variegato

Quali sarebbero le conseguenze concrete della riforma della magistratura voluta dal governo, per cui si vota il 22 e il 23 marzo

L'ha dovuto fare principalmente per limitare i danni dei suoi alleati, anche se ne avrebbe fatto a meno

Lo ha detto Giusi Bartolozzi, capa di gabinetto del ministero della Giustizia, durante un dibattito televisivo sul referendum sulla magistratura

È uscita la prima puntata speciale del podcast di Francesco Costa, che fino al referendum sarà aperto a tutti, per capire ogni giorno una cosa in più sulla riforma costituzionale

Eppure il governo deve comunque provare a convincere gli elettori a votare, perché l'affluenza sarà un fattore determinante

Due settimane per capirlo e una diretta per raccontarlo, per fare ordine nel rumore intorno al voto del 22 e del 23 marzo

Cos'è la separazione delle carriere? E il famigerato C-S-M? Cosa sono queste correnti?

I più attivi a livello nazionale sono nove, alcuni molto vicini al governo, altri promossi anche dal centrosinistra

Non gli sono piaciuti gli ultimi scomposti attacchi del governo al CSM, e ha invitato tutte le istituzioni a rispettarsi a vicenda

Il magistrato Nicola Gratteri e il ministro della Giustizia Carlo Nordio hanno accostato la riforma alla mafia, in modi diversi


Il Consiglio dei ministri ha reso il quesito uguale a quello ammesso ieri dei promotori del "No", che cercavano di guadagnare tempo

Ora è possibile perché la Cassazione ha ammesso il quesito che i promotori del "No" avevano presentato proprio per far slittare la data

Consiste nel nominarli rappresentanti di lista, ma i posti sono pochi

Il governo ha respinto le proposte per inserirlo e dice che ormai è troppo tardi, ma secondo le opposizioni teme voti contrari alla riforma

