La strana fretta del governo sulle riforme ha le sue ragioni
Giorgia Meloni vuole approvare quella della giustizia entro il 2025 per motivi elettorali, anche a costo di forzare

Giorgia Meloni vuole approvare quella della giustizia entro il 2025 per motivi elettorali, anche a costo di forzare

Quella che sembrava meno importante, cioè quella della giustizia, sembra ora procedere più spedita, mentre le più grosse si sono un po' arenate


Da sempre intorno a loro nascono polemiche e discussioni, anche perché sono un'anomalia: in nessun altro paese occidentale viene dato tanto potere a parlamentari non eletti

Sono procedure che spesso generano polemiche, ma a cui la maggioranza ricorre abitualmente per aggirare l'ostruzionismo delle opposizioni

Un meccanismo che garantisca una maggioranza solida rischia di essere bocciato dalla Corte Costituzionale, ma è essenziale per rendere efficace la riforma

E molto probabilmente lo sarà anche quella che vuole introdurre il governo Meloni: la storia repubblicana è piena di tentativi falliti

Il governo ha presentato un disegno di legge per introdurre l'elezione diretta del presidente del Consiglio, ma realizzarlo sarà complicato

Fra gli argomenti che affiorano con maggiore frequenza nel dibattito sulla riforma costituzionale e sul referendum che dovrebbe conformarla c’è il raffronto con il voto di dieci anni fa [Continua]

Da oltre dieci mesi deputati e senatori si riuniscono inutilmente per scegliere il membro mancante della Consulta: negli ultimi trent'anni è successo spesso

La vuole cambiare in fretta per non correre rischi in vista del voto nel 2027: e qualche rischio in effetti c'è

La Lega ha escluso i tre consiglieri regionali di Forza Italia che sostenevano Luca Zaia, ma alla base dello scontro ci sono le liti sull'autonomia differenziata nella maggioranza di governo

Un dossier diffuso per celebrare i due anni in carica dà per acquisiti obiettivi molto lontani, e ci sono anche dei conti che non tornano

Nel consueto appuntamento di fine anno ci sono state diverse inesattezze: sull'economia, sulle riforme e su primati che non lo erano

La CEI di Matteo Zuppi ha criticato le principali riforme del governo con una nettezza tipica di quando a presiederla c'era un altro cardinale, che però aveva idee molto diverse: Camillo Ruini

I propositi non realizzati riguardano principalmente l'Europa e la giustizia, va meglio invece con PNRR e fisco
