Il muro di Berlino in 20 foto
Il 9 novembre ricorrono i trent'anni dalla sua caduta, ma attorno alla barriera che divise per anni la capitale tedesca circolano molte grandi storie, del prima e del dopo

Il 9 novembre ricorrono i trent'anni dalla sua caduta, ma attorno alla barriera che divise per anni la capitale tedesca circolano molte grandi storie, del prima e del dopo

Come Donald Trump e un decennio di guerre e trasformazioni hanno smantellato regole e convinzioni che esistevano da ottant'anni

Dal tappo a forma di Fanfani a Craxi raffigurato come Mussolini, passando per il sequestro Moro

«Le notti migliori però furono nel sottosuolo saturo di fumo di un locale del Marais. Si partiva senza davvero sapere cosa ci sarebbe capitato, ma la lontananza, la sparizione erano utili a capirci qualcosa. Esiste ancora una parentesi adatta a perdersi?»

«Nella stragrande maggioranza delle città italiane le difficoltà dei centri sociali sono evidenti. Sembra però che lo sgombero anticipato di Milano stia agendo nella direzione di un rinnovamento. È un fatto politico che ha mobilitato le persone tradizionalmente e dichiaratamente antagoniste, ma è anche un avvenimento emotivo che sta riunendo chi da quelle sale in oltre trent’anni ci è solo passato, chi ci ha discusso, organizzato, ballato, suonato, recitato, vissuto»

"Ce la faremo": le pronunciò dieci anni fa la cancelliera Angela Merkel, prima di accogliere centinaia di migliaia di richiedenti asilo

«Nella sua capacità di accettazione, nel suo stoicismo, nella sua cognizione che esiste una giusta misura, e il resto è smisuratezza che porta alla rovina e alla guerra, il senso del limite contiene il germe della rassegnazione. Non è entusiasmante, non indica qualcosa di sconosciuto da raggiungere, esclude l’utopia, la straordinarietà, il colpo di vita. Non produce adrenalina, il limite, se non nel desiderio del suo superamento»

Ha detto che il futuro del continente «non può essere deciso a Washington o a Mosca» e ha annunciato una riunione fra i capi militari dei paesi disposti a collaborare alla difesa

Il piano di riarmo la riporterebbe a livelli simili a quelli della fase finale della Guerra fredda, negli anni Ottanta

Lunedì con un decreto ha istituito un'alternativa russa al festival da cui la Russia era stata esclusa in seguito all'invasione dell'Ucraina

Era l'ultima delle "tre Marie" autrici di "Le nuove lettere portoghesi", libro che contribuì a far cadere la dittatura di Salazar negli anni Settanta

Deve essere comprensibile, immediata, essenziale, ma anche realistica, completa, bella: ci sono varie filosofie, e a New York l'hanno appena cambiata

Il primo a inaugurare la tradizione fu Luigi Einaudi nel 1949: a rileggerli oggi si intravedono pezzi di storia italiana e non solo

Per motivi politici, cinematografici e caratteriali, il celebre regista da poco vincitore al festival di Venezia è sempre stato piuttosto divisivo nel suo paese, ma forse qualcosa sta cambiando

A differenza di altri agenti della polizia segreta della vecchia Germania Est, e a cinquant’anni dai fatti

«Era lo scrittore nazionale. E lo è tutt’ora. A chi gli ha chiesto il motivo della relativa libertà in cui i comunisti gli avevano consentito di lavorare, ha risposto: "Mi proteggeva la mia notorietà. Hanno detto, invece, che sono stato un protetto di Hoxha. È un’accusa ridicola. Se c’è qualcosa che mi ha difeso questa è stata, ripeto, la mia popolarità, in Albania come all’estero, e Hoxha, che non era uno sciocco, sapeva che per l’immagine di un Paese era più negativo mandare in carcere uno scrittore che massacrare gli abitanti di un villaggio…" Di Enver Hoxha, Kadare, dopo la caduta del comunismo, ha scritto che era “pazzo”, "crudele, ma forse più ottuso che crudele, assurdo di un’assurdità metafisica". Eppure nel 1988 definì il libro Il nostro Enver "Uno dei libri più importanti di storia politica che sia stato pubblicato nel nostro Paese nell’epoca del socialismo"»

Qualche informazione utile in vista delle elezioni: perché ha tre sedi, cosa fa esattamente e come mai il numero dei suoi membri cambia spesso


Fu scritto dal canadese Douglas Coupland nel 1991 e fu considerato subito "il ritratto di un'epoca": l'editore Accento lo ha appena ripubblicato in Italia
