«Quando hanno aperto la cella»
Da Pinelli a Cucchi, le storie delle persone morte nelle mani dello Stato, nel libro di Luigi Manconi e Valentina Calderone

Da Pinelli a Cucchi, le storie delle persone morte nelle mani dello Stato, nel libro di Luigi Manconi e Valentina Calderone


Delle cerimonie istituzionali e dei cortei che ci sono stati nelle varie città, nonostante le raccomandazioni di «sobrietà» da parte del governo

In Centro e Sud Italia è pieno di feste patronali che prevedono il trasporto a spalla di strutture alte e pesanti, che in certi casi fanno venire persino i calli sulle spalle

La procura ha chiesto l'archiviazione per il poliziotto che uccise un uomo maliano a Verona, e gli avvocati della famiglia attendono le carte dell'inchiesta

Tre dei quattro agenti condannati tornarono in servizio dopo aver scontato la pena, tra la solidarietà dei colleghi

Ossia quelle che potrebbero chiederla subito se vincesse il “Sì“: dove vivono, che lavori fanno, e quali sono le difficoltà nella loro vita quotidiana?

Per i funerali di papa Francesco sono attesi in città 170 capi di Stato e di governo, e servono soprattutto moltissime misure di sicurezza

Sono state riconosciute solo 54 delle 368 persone annegate, ma è un caso straordinario perché spesso nessuno se ne occupa

La puntata del podcast di Stefano Nazzi per le abbonate e gli abbonati del Post comincia alle 16:37 del 12 dicembre 1969, a Milano

Sono iniziate domenica nel quartiere Corvetto, dopo che il 19enne è caduto in moto mentre veniva inseguito dai carabinieri


A causa dei controlli della polizia francese, ripresi a novembre, che li costringono a salire sulle montagne nella neve a quasi duemila metri

Dopo la morte di Satnam Singh a giugno, i datori di lavoro preferiscono rinunciare ai braccianti piuttosto che metterli in regola: e per i braccianti è un grosso problema

Nessun avvocato ha potuto vedere i video delle telecamere della stazione di Verona, dove l'uomo maliano è stato ucciso il 20 ottobre, e ci sono incongruenze nelle dichiarazioni ufficiali

«“Non sei stata tu a cercare quei riflettori che ti hanno puntato addosso e che anzi, hai cercato sempre di evitare", ha scandito la figlia Claudia dagli altoparlanti durante la cerimonia per sua madre Licia Rognini. Vorrei ricordare una foto. Venne scattata all’una e cinque di notte del 16 dicembre 1969. Quattro giorni prima era scoppiata la bomba di piazza Fontana e Giuseppe Pinelli dalla sera della strage era rinchiuso nel palazzo della questura di Milano. Quella notte un paio di giornalisti del "Corriere" si precipitano a casa Pinelli a San Siro, in via Preneste 2. Licia Pinelli, in vestaglia, apre la porta e i due giornalisti le comunicano la notizia. “Dev’essere successa una disgrazia a suo marito”. E aggiungono: “Sembra che sia caduto da una finestra della questura“. Licia Pinelli ascolta e in quel momento, click, viene scattata la foto. Il volto grigio, livido, prosciugato da quattro giorni di timori e cattivi pensieri, diventa un’immagine di cronaca».

Gli ultimi anni di vita dell'uomo maliano di 26 anni ucciso da un poliziotto a Verona sono un esempio del contesto di marginalità in cui le persone migranti si trovano a vivere in Italia


