Podcast e audiolibri da ascoltare a marzo
Tra cui gli ultimi romanzi di Teresa Ciabatti e Daria Bignardi, un podcast sul razzismo e uno sul "mostro di Firenze"

Tra cui gli ultimi romanzi di Teresa Ciabatti e Daria Bignardi, un podcast sul razzismo e uno sul "mostro di Firenze"

Non potendo più contare su librerie, fiere ed eventi ha puntato sulla riconoscibilità dei libri e su Instagram

Massimo Arcangeli ha raccolto 150 storie dell'Italia unita, una per ogni anno: Itabolario. L'Italia unita in 150 parole (Carocci editore)

Lo spiega Paolo Nori nella nuova prefazione a "Noi la farem vendetta", il suo libro sulla strage di Reggio Emilia del 7 luglio 1960

Tutte e nessuna, per questo ESA, NASA e altre agenzie spaziali vogliono decidere un orario lunare standard e un modo per misurare il tempo fuori dalla Terra

In tre mesi sono stati pubblicati tantissimi post matematici!

«In superficie, nel triste dibattito pubblico, il fatto che alcune scuole secondarie di secondo grado sperimentino forme “senza voto” torna ad apparire, come nel 1978, un reato di lesa maestà: un regalo fatto ai fannulloni, un modo per deresponsabilizzare gli studenti»

La raccolta dei post di argomento matematico nell'ultimo mese

Con attività che non siano videogiochi e programmi TV, ma che li tengano altrettanto impegnati

«Sono diventata adulta leggendo tutti i suoi romanzi per poi dimenticarli e rileggerli di nuovo fino alla scoperta della sua autobiografia, bellissima, dove ho incontrato una donna dalla vita sorprendente: gli inverni dell’infanzia in Francia perché il padre affittava casa ai ricchi americani; i viaggi in giro per il mondo, il surf, la scrittura e l’inatteso successo, i due matrimoni, la misteriosa scomparsa, la passione per l’archeologia… Ma la scoperta più grande è avvenuta nel 2021 durante un periodo di qualche mese che ho passato a New York»

Il 200° anniversario della sua morte è preceduto da accese discussioni, parte del più ampio dibattito sull'opportunità di giudicare la storia con la sensibilità di oggi

«Oggi se ne sta lì come la segnaletica stradale, non ci facciamo caso, ma esiste da pochissimo tempo. Scriviamo da seimila anni (minuto più, minuto meno) e usiamo i “segni paragrafematici”, come dicono i linguisti, solo da duemila e quattrocento. I greci erano svogliati e la adoperavano in modo incerto. I romani non la usavano per nulla. Al tempo di Dante c’erano i glifi che oggi ignoriamo, estinti come dinosauri: il doppio punto, il punto mobile, la virgola alta. Fourier pretendeva quattro tipi di virgole. Questo è un breve prontuario di ciò che ne resta. Prendiamo la virgola per esempio,»
