Andare in burnout in Nord Europa o in Italia non è la stessa cosa
L'eccesso di lavoro e lo stress cronico esistono in tutti i paesi, ma alcuni hanno capito che conviene prenderli sul serio

L'eccesso di lavoro e lo stress cronico esistono in tutti i paesi, ma alcuni hanno capito che conviene prenderli sul serio

Pieter Omtzigt è uno dei più influenti del paese e ne ha parlato per spiegare perché lascia la politica

A quelli in corso a Singapore la cinese Yu Zidi è già tra le migliori al mondo, ma per molti non avrebbe dovuto essere lì

Secondo decine di ex dipendenti, al Noma di Copenhagen lo chef René Redzepi avrebbe creato un ambiente intimidatorio e violento

Dopo le critiche ricevute per gli errori commessi durante l'attentato contro Trump, un anno fa: ci sta riuscendo solo in parte

È successo il contrario, in un’azienda che l’aveva messa a disposizione dei dipendenti senza obbligarli a usarla

Sono sempre di più quelli che lamentano le conseguenze di un tipo di lavoro che prima non c'era, e che in certi casi mollano

Il leader Geert Wilders si è ritirato dalla coalizione e il primo ministro si è dimesso: probabilmente ci saranno elezioni anticipate

L'hanno scritta decine di esperti e la sostengono diversi politici, ma ha un problema: è molto costosa

E in certi casi si stanno dotando di strutture simili a quelle delle redazioni, come hanno fatto Fedez e Fabrizio Corona

È la domanda che si fa Raffaele Alberto Ventura nel suo nuovo saggio "La conquista dell’infelicità"

«Nella seconda metà del ventesimo secolo, si riusciva a capire con un solo sguardo chi aveva il potere: la persona nel corner office, la stanza angolare. Oggi quell’emblema sta morendo. All’apparenza il nuovo ufficio post pandemico e post smart working è fluido ed egalitario con spazi identici e indifferenziati, dove niente appartiene a nessuno ma tutto a tutti. A leggere i dati non è facile farsi un quadro chiaro. Il sospetto è che dalla pandemia siano cambiate molte cose, soprattutto lo storytelling con cui sono raccontate. In Italia dal 2004 l’andamento delle compravendite di uffici è stato in costante discesa fino al 2015 quando è tornato a crescere, soprattutto a Milano, Torino, Roma e Genova. Invece negli Stati Uniti si parla di “apocalisse degli uffici”».

Permette ai dipendenti di non rispondere alle chiamate e alle mail dei loro datori di lavoro fuori dall'orario lavorativo, con qualche eccezione

E serve a poco, perché non mette a disposizione abbastanza soldi e non fa cenno a uno dei tanti problemi, cioè le troppe prescrizioni

Scrivendo di burnout collettivo nell’era digitale e declino della narrazione, un filosofo tedesco di origini sudcoreane riceve da anni estese attenzioni attraverso il passaparola

«Quando iniziano le vacanze ci convinciamo che in un periodo di venti giorni bisogna effettuare letture mirate, selezionate, efficaci, soddisfacenti, nostre, più che in ogni altro momento dell’anno. Dobbiamo godere, come se fosse facile farlo con i libri. Di più, dobbiamo rimediare: in quelle due-tre settimane contiamo generalmente di finire una buona volta "Guerra e pace", leggere i diari di Sylvia Plath, un paio di Bolaño, Marina Cvetaeva ritradotta da Serena Vitale, tre scrittrici irlandesi da tenere d’occhio, quattro gialli e il capolavoro inedito di un cugino. E va bene che d’estate il tempo si dilata, ma c’è un limite»

In Corea del Sud, dove i ritmi di lavoro sono spesso eccessivi, decine di concorrenti si sono riuniti per fissare il vuoto per 90 minuti: vinceva chi aveva il battito cardiaco più regolare

«Come sono davvero le ferie di chi insegna? Cosa facciamo quando la scuola è chiusa? Ci dissolviamo? Dormiamo? Prendiamo il sole? Come le anatre del “Giovane Holden” voliamo via? O ci porta via un furgone? Torniamo al sud a fare le olive al campo del nonno? Non sono tre mesi di ferie e insegnare non è un lavoro normale. Se il docente fosse un architetto, nel suo cantiere gli operai sarebbero sempre in rivolta. Se fosse un medico opererebbe gente non sedata e senza bisturi»

È iniziato mercoledì e riguarda la categoria dei medici in formazione (più o meno i nostri specializzandi), con grosse conseguenze sul servizio sanitario nazionale
