Le migliori serie TV del 2019, secondo il New York Times
Le migliori in assoluto, le migliori tra quelle che sono finite e le migliori non americane

Le migliori in assoluto, le migliori tra quelle che sono finite e le migliori non americane

Sempre per la serie “cose che si possono fare in casa”, anche senza disturbare gli eventuali conviventi

Un estratto da "The Game Unplugged", lo spin-off dell'ultimo libro di Alessandro Baricco sul cambiamento digitale

La smaterializzazione di massa dei prodotti culturali li ha resi più accessibili ma anche più precari, con conseguenze difficili da calcolare

Nel marzo 1832, a Parigi, durante i festeggiamenti di metà quaresima, un arlecchino all'improvviso si leva la maschera e prima di accasciarsi rivela un volto paonazzo, innaturale [Continua]

«Dal 1955 a oggi la discografia non ha mai smesso di premiarsi con dischi di vari metalli preziosi, ma con Internet tutto è cambiato. Un artista che ne ha vinto uno è molto popolare, ma pochi sanno quanto popolare. Si potrebbe perfino affermare che nessuno al mondo lo sa di preciso»

Dai primi film sperimentali al successo mondiale di Star Wars, il cui prossimo film vedrà per la prima volta al cinema come tutti gli altri

Nel IV secolo d.C., Milano era stata decimata dalla peste: la popolazione posta in quarantena; chiuse le vie d'accesso e limitati gli scambi commerciali [Continua]

Un seguitissimo video di Buzzfeed ha riattizzato la discussione sul futuro del giornalismo, e sul suo presente


Quelli che per un motivo o per l'altro sembrano già interessanti, da Nanni Moretti a Christopher Nolan a Greta Gerwig

Su poche cose i critici sono d'accordo come sul fatto che "Times Out of Mind" sia l'inizio di una serie positiva quasi miracolosa [Continua]


Il mondo ci sembra pieno, ma alcuni studiosi amatoriali hanno scoperto che ce ne sono molti meno di prima: il New York Times ha parlato di "apocalisse degli insetti"

Pain & Gain con The Rock, una specie di Jurassic Park e un film sull'apocalisse a casa di James Franco: tutti i trailer

Danno la notizia dell'elezione di Trump con toni più o meno pacati: chi parla di shock, chi di apocalisse, chi della vittoria di rabbia e populismo

“L'antica apocalisse” è scritta e condotta dal discusso giornalista Graham Hancock, e malgrado le molte attenzioni si basa su tesi screditate da tempo

«Nella seconda metà del ventesimo secolo, si riusciva a capire con un solo sguardo chi aveva il potere: la persona nel corner office, la stanza angolare. Oggi quell’emblema sta morendo. All’apparenza il nuovo ufficio post pandemico e post smart working è fluido ed egalitario con spazi identici e indifferenziati, dove niente appartiene a nessuno ma tutto a tutti. A leggere i dati non è facile farsi un quadro chiaro. Il sospetto è che dalla pandemia siano cambiate molte cose, soprattutto lo storytelling con cui sono raccontate. In Italia dal 2004 l’andamento delle compravendite di uffici è stato in costante discesa fino al 2015 quando è tornato a crescere, soprattutto a Milano, Torino, Roma e Genova. Invece negli Stati Uniti si parla di “apocalisse degli uffici”».

È uscito il 18 maggio e, per capirci, si dice che è meglio di "Batman v Superman" ma peggio di "Captain America: Civil War"
