Adiós

Ci deve essere stato senz’altro qualche problema burocratico. Oppure no, sono in vacanza, Ecco, sicuramente è questo il motivo. I funzionari comunali che si occupano della candidatura di Roma alle Olimpiadi del 2020 sono in ferie, e quindi non hanno ancora potuto formalizzare il ritiro dopo la notizia che Madrid intende candidarsi anche lei.

Ora, non mi viene in mente un solo motivo per cui il Cio dovrebbe scegliere Roma e non Madrid, che tralaltro già ci aveva provato nel 2016 presentando il logo più bello di sempre (questo quello di Roma 2020, se siete seduti). Tokyo non la conosco, ma pare sia un po’ in ribasso perché le invernali del 2018 sono andate in Corea del Sud (embè?). Madrid un po’ di più, ma soprattutto la conosce Degrado Esquilino, con il quale ci siamo lanciati in una tabella comparativa a quattro mani per andare a vedere punto per punto com’è la situazione adesso (i voti sono la media):

Arredi urbani 8 / 4,5
Trasporti pubblici 9 / 4
Mobilità 8 / 3
Viabilità 7 / 2
Civiltà stradale 6,5 / 1
Contrasto inciviltà stradale 8 / 1
Pulizia 7,5 / 4
Affissioni 8 / 0
Ciclabilità 6 / 3
Organizzazione grandi eventi 7 / 4,5
Accessibilità persone con disabilità 8 / 0,5
Vita culturale 7,5 / 8
Sicurezza 6 / 7,5
Parcheggi 8 / 4,5
Divertimenti 7 / 7,5
Verde pubblico 7 / 8
Commercio ambulante 6 / 0
Ricettività 6,5 / 7
Aeroporto 8,5 / 5
Ristorazione 6 / 8
Trasporti ferroviari 9 / 6
Corruzione 6 / 3,5
Clima 6 / 8
Bellezze storico artistiche 7 / 9
Nuove architetture 5 / 7

Insomma, a parte le prostitute e gli scippatori a Puerta del Sol, e un’ipotetica voce “storia e fascino della città” (vagamente compromesso, che dite?), non si capisce davvero perché le Olimpiadi non debbano premiare Madrid, come è giusto che sia se le Olimpiadi sono un premio e non un privilegio. Certo, c’è quel Barcelona ’92 che forse è un briciolo troppo vicino, sempre per gli strambissimi criteri di rotazione del Cio. Ma allora noi abbiamo Torino 2006.

Comunque, starete a vedere che non ci sarà quell’umiltà necessaria (e quando mai?) nel rendersi conto che no, dobbiamo forse rivedere qualche meccanismo più… di base del funzionamento della città, prima di sederci al tavolo delle grandi “capitali”. Per dirne una: quanti ciechi si incontrano in giro per Roma? Nessuno (come a Pyongyang, ma per un motivo diverso). Quanti in giro per Madrid? Tanti. Gli spagnoli sono più ciechi degli italiani? No. Fine dei giochi (fuor di metafora).

Oppure, pensiamo solo al rischio concreto che le Olimpiadi arrivino con la Metro C non si sa bene a che punto. Diciamo anche che arriverà a Clodio: le uniche Olimpiadi metro + bus della storia (moderna). D’altro canto, sono stati fatti i Mondiali di nuoto – che da soli basterebbero per radiarci dall’inaugurazione di qualsiasi cosa per decenni – con metà tribune di impalcatura, quindi tutto può succedere.

Le Olimpiadi sono una cosa seria. Le città sono una cosa seria.

Foto: Moyan Brenn