Ultimo giro

Dobbiamo stare attenti a dire qualcosa di male sul Gran Premio di Formula 1 dell’Eur, perché sbandierando non si sa bene quale sondaggio pare che l’83% dei romani sia favorevole alla corsa. Anzi, l’83% degli abitanti dell’Eur è favorevole, a livello cittadino l’appoggio è anche più alto.

La protesta del rumore a quanto pare non è stata fatta, ma sulla scia dell’entusiasmo del weekend di Monza l’organizzatore Flammini è andato lì, ha stretto mani, ha fatto pace con la Lega e insomma sono diventati amici e ora ci siamo veramente. Anche Bernie Ecclestone ha detto, un po’ misticamente, che “sappiamo che succederà”.

I comitati intanto hanno messo nero su bianco un interessante dossier per punti, partendo dal rumore e giù fino a larghezza delle strade, alberi abbattuti e lentezza del percorso. A questi, probabilmente, ne va aggiunto un altro, che è il “cattivo gusto”: ogni giorno gira per la città gente che non sfigurerebbe in una sessione di prove cronometrate.

Non si parla di corda in casa dell’impiccato, e con i morti e feriti sulle strade che ci portiamo quotidianamente sul groppone, e le strade in condizioni pietose, si organizza un Gran Premio di Formula 1. Solo l’idea di vedere dei lavori a regola d’arte per lisciare l’asfalto nelle strade interessate, e non per la vita quotidiana, fa stringere i pugni.

Una gara di Formula 1 a Roma. Sarebbe come annunciare un piano di arricchimento dell’uranio a Hiroshima, o fare un parco acquatico con la piscina a onde a Simeulue, o mettere un negozio di armi di fronte alla scuola Columbine. Insomma, ci siamo capiti.